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28/07/2018 10:15:00

Sicilia al quarto posto per la compravendita dell'usato. A Trapani il 6,1% degli annunci

Il mercato dell’usato continua a crescere grazie a un approccio ai consumi innovativo e smart che vede gli italiani sempre più protagonisti delle proprie scelte, in linea con le passioni e in funzione dello stile di vita, tanto che negli ultimi 3 anni il volume d’affari di questo settore è aumentato in modo costante, grazie al forte traino della compravendita online (+72% dal 2014). A svelarlo la quarta edizione dell’Osservatorio Second Hand Economy condotto da DOXA per Subito, piattaforma n. 1 in Italia per comprare e vendere con oltre 8 milioni di utenti unici mensili, da cui emerge che il valore dell’economia dell’usato è di € 21 miliardi, ovvero l’1,2% del PIL italiano. I settori più importanti in termini di valore sono Motori (€15 mld), seguiti da Casa&Persona (€3,6 mld) e Elettronica (€1,3 mld).

Un trend confermato anche in Sicilia, che si posiziona al quarto posto tra le regioni italiane per volume d’affari, dopo la Lombardia, la Toscana e l’Emilia-Romagna, con 1,5 miliardi di euro. Nel 2017 il 40% dei siciliani ha comprato o venduto oggetti usati; chi ha venduto ha guadagnato mediamente €1.100.

IL MERCATO SECOND HAND IN SICILIA - In Italia l’online è il driver che guida la crescita del mercato della compravendita dell’usato. Dei 21 miliardi di euro generati nel 2017, € 9,3 miliardi derivano da internet con una crescita del 31% in più rispetto all’anno precedente. Infatti, tra coloro che nel 2017 hanno acquistato e venduto oggetti usati, il 42% ha utilizzato l’online come canale privilegiato per farlo, in particolare per la sua velocità e semplicità, riconosciuta dal 72% del campione. Internet e app sono il canale preferito soprattutto per la vendita (54%).

 

Il digitale rappresenta la risposta ideale per chi desidera acquistare o vendere oggetti appartenenti ad alcune categorie in particolare. Osservando infatti cosa viene effettivamente comprato e venduto in Italia attraverso l’online, si comprano soprattutto arredamento e casalinghi, seguiti da auto e libri. Si vendono invece auto, attrezzature sportive e telefonia.

 

Ma cosa succede in Sicilia? Analizzando le oltre 61 milioni di ricerche fatte sulla piattaforma Subito nel 2017, la top 5 delle parole più cercate ha a che fare con le categorie MOTORI e CASA E PERSONA: sul podio auto, Vespa e Smart seguono cucina e BMW. Sempre a tema motori troviamo poi due mezzi di trasporto utilizzati per lavorare come il gommone per la piccola pesca (ma anche per gite a largo nelle giornate estive) e il trattore per la campagna. Chiudono la classifica due veicoli a marchio Fiat, la 500 e la Panda, e infine un classico come la barca che non può certo mancare tra le ricerche degli isolani.

E per quanto riguarda ciò che i siciliani mettono in vendita su Subito, le categorie più gettonate sono auto, arredamento e casalinghi e telefonia. La provincia più attiva è Palermo con il 36,7% di annunci pubblicati nel 2017, mentre al secondo posto troviamo Catania con il 31,1%. Seguono Siracusa e Messina con il 6,9% degli annunci, mentre Trapani registra il 6,1% con auto, Vespa e gommoni tra gli oggetti più ricercati. Chiudono la rosa delle province Agrigento (4,5%), Ragusa (3,6%), Caltanissetta (2,3%) e Enna (1,5%).

I DRIVER DELLA SCELTA DELL’USATO

Il 48% degli italiani dichiara di avere comprato o venduto usato nel 2017, al 4° posto dei comportamenti sostenibili più diffusi, subito dopo la raccolta differenziata (93%), l’acquisto di lampadine a LED (75%) e prodotti a km 0 (56%).

L’aspetto valoriale ha infatti un ruolo centrale nella decisione di compravendere beni usati, dimostrando che il consumatore oggi vuole fare scelte consapevoli e coerenti con i principi che guidano il proprio stile di vita. In questo contesto, indubbiamente la capacità di poter acquistare facendo un buon affare in termini economici, garantendo un risparmio rilevante, è la prima motivazione per il 70%, affiancata dalla scelta distintiva di trovare pezzi unici, d'antiquariato o non più in commercio (35%) e seguita dall’opportunità di conquistare l'oggetto dei desideri perfetto per le proprie necessità e passioni (10%). Entrando nel merito delle ragioni che spingono la vendita, il primo driver è la voglia di leggerezza e decluttering per liberarsi del superfluo (55%), seguito dalla possibilità di comprare altri oggetti nuovi o usati (21%) e da quella di guadagnare per il 19%.

 

Da queste tendenze emerge un cittadino italiano molto attento alla sostenibilità ambientale che cerca di favorire attraverso il riutilizzo (66%), legato affettivamente agli oggetti a cui attribuisce la possibilità di una seconda vita (60%) e che non rinuncia ad acquistare oggetti altrimenti costosi a un prezzo conveniente (58%). Questo scenario è ancora più vero tra le nuove generazioni dei Millennials che sono grandi utilizzatori di second hand (59%) e le cui percentuali di questi trend crescono ulteriormente con 71% per il primo driver e 67% per il secondo, integrando un terzo elemento motivazionale legato alla normalità di mixare nuovo e usato per gli acquisti (57%).

LA SECONDA VITA DEGLI OGGETTI - Gli oggetti che hanno già vissuto una “prima vita”, grazie alla Second Hand Economy ne vivono una seconda (e a volte anche una terza, una quarta…), venendo reimmessi nel circolo virtuoso dell'economia circolare. Nel 48% dei casi il bene viene salvato dalla discarica e usato dal suo nuovo proprietario fino ad essere consumato, nel 26% viene collezionato e conservato, nel 15% viene regalato a una “terza vita” quando non più utile, e nell’11% viene rivenduto.

 

Per quanto riguarda invece i guadagni generati dalla vendita di oggetti usati il 40% degli italiani li mette a disposizione dell'economia domestica, il 25% li utilizza per altri acquisti nella stessa categoria di prodotto ma più recente, ad esempio il modello successivo, e il 19% per un oggetto usato della stessa categoria o di altre, infine il 16% per un oggetto nuovo.

PROSPETTIVE FUTURE DEL MERCATO - I 3 anni in crescita appena trascorsi non saranno un trend del passato ma un volano per un’ulteriore evoluzione in positivo dell’economia dell’usato che per il 75% è destinata a crescere ancora nei prossimi 5 anni. Questa percezione nasce in primis dalla sua capacità di essere un driver di risparmio (49%), in secondo luogo una scelta sempre più ecologica e sostenibile (45%), ma anche distintiva e smart (29%), oltre a rendere i consumi accessibili a più persone (21%) e trasformarsi in un canale di acquisto tra gli altri, normalizzando completamente questa modalità (16%).