04/08/2018 06:00:00

Birgi, si aspetta il bando per i voli. Per la fusione con Palermo ci vogliono mesi

 E’ atteso in questi giorni l’ok definitivo al bando per trovare un vettore che possa garantire un certo flusso di passeggeri sull’aeroporto di Trapani Birgi.


La Regione Siciliana ha infatti completato l'iter del progetto
per l'incremento del flusso turistico a Trapani e Comiso.
Qualche giorno fa è arrivata l’ultima firma dell'assessorato regionale al Turismo al decreto di finanziamento per poter pubblicare il bando per il co-marketing. Si tratta di un ultimo passaggio per poter poi pubblicare un bando, e in questi giorni potrebbe essercii la tanto attesa pubblicazione. Per fare questo però i Comuni sottoscrittori dell'accordo stanno fornendo gli ultimi dettagli tecnici. Poi il bando del co-marketing arriva tra le mani delle società che gestiscono l’aeroporto di Birgi e Comiso.
Si arriva a questo punto dopo mesi di tira e molla, riunioni andate a vuoto, proteste dei cittadini, smentite sui finanziamenti, e poi conferme.


Nei giorni scorsi è arrivato il via libera della V Commissione dell'Assemblea Regionale siciliana al progetto per incrementare le rotte sugli aeroporti Birgi e di Comiso, fatto che era necessario e propedeutico al bando per l’assegnazione del vettore aereo e il parere favorevole al finanziamento di 17 milioni per il Co-Marketing, ed infine, è stato trovato l’accordo tra il ministero dei Trasporti e la Regione sul tema della continuità territoriale per gli aeroporti di Trapani e Comiso.
Non bisogna però più perdere tempo per questo bando, e soprattutto occorre evitare i pasticci del primo, quello vinto da Ryanair e impugnato da Alitalia. Si tratta di individuare una compagnia aerea, con una formula, quella del co-marketing, che mira ad aggirare le restrizioni sugli aiuti pubblici ai vettori.
L’obiettivo è quello di avere subito un vincitore, in modo da poter programmare i voli già per l’inverno e soprattutto la stagione 2019. Dopo la ricapitalizzazione e l’ok al progetto di promozione (ossia al bando del co-marketing) ci sono stati i commenti entusiasti di politici di ogni schieramento, ma bisogna concentrarsi per non perdere l’ultimo treno che sta passando per salvare Birgi.
Poi bisogna lavorare per accorpare la gestione di Birgi con quella dell’aeroporto di Palermo Punta Raisi. Si tratta di un progetto al quale si pensa da tempo, e di cui sono d’accordo tutti i principali attori: dal presidente di Airgest, a Sicindustria, ai deputati regionali, agli operatori del territorio se questo possa portare più stabilità a Birgi.
Sulla questione è intervenuta la deputata regionale Eleonora Lo Curto.


“Con l’aumento di capitale della società Airgest, effetto positivo di una norma specifica della legge di stabilità regionale, i conti della società di gestione dell’aeroporto Birgi sono ora in sicurezza. Anche in commissione Bilancio dell’Ars sono emersi questi dati positivi nel corso dell’audizione del presidente di Airgest Paolo Angius. Ora si apre la fase del bando per le nuove tratte da e per l’aerostazione Vincenzo Florio che però non è l’unico atto per rendere competitivo l’aeroporto trapanese. Da mesi, anche attraverso una mia mozione (109) sostengo che l’accorpamento delle società di gestione degli aeroporti di Trapani e Palermo sia la via maestra per razionalizzare i costi e lavorare sull’incoming turistico e il movimento passeggeri. In tale direzione si è già espresso il presidente Musumeci con la riunione tenuta Catania. Apprezzo anche la determinazione dello stesso presidente di Airgset Angius che ha condotto con successo la fusione degli aeroporti di Firenze e Pisa. Creare un’unica società di gestione Airgest/Gesap sarà possibile secondo un cronoprogramma di quattro o cinque mesi. Angius può vantare il know how sperimentato in Toscana e su questa strategia di accorpamento va aiutato da tutti gli interlocutori in campo. Per cui penso proprio che i tempi siano maturi per un vertice che metta insieme il management di entrambe, con Angius, Mistretta e Giambrone in prima linea, assieme ai sindaci di Palermo Leoluca Orlando e dei comuni del trapanese, e con la presenza fattiva delle organizzazioni degli imprenditori e degli operatori turistici. A tutto ciò va aggiunto l’importante lavoro fatto in V Commissione che nonostante l’astensione dei 5 stelle ha esitato favorevolmente il parere al Piano di promozione territoriale dell’area di Trapani. Ho chiesto al presidente della commissione Bilancio dell’Ars di convocare subito dopo la pausa estiva, gli assessori Pappalardo e Armao, unitamente agli altri attori sopra menzionati per avviare celermente questo strategico progetto. Anche Angius ha puntualizzato che i problemi degli scali aeroportuali minori non si risolvono con “ la continuità territoriale“ ed io sono certa che bisognerà superare questa logica che nasce da chi non ha visione ampia e pensa che per dare impulso al turismo basti finanziare le compagnie aeree. Piuttosto occorre interrogarsi sul modello di sviluppo e sull’idea della Sicilia che vogliamo. Insisto, per fare in Sicilia ciò avviene alle Baleari, occorre investire denaro sul sistema territoriale, sgravare le imprese, creare collegamenti e la rete infrastrutturale. Quand’anche arrivasse un aereo con 300 turisti a Trapani saremmo costretti a constatare che la loro permanenza nel territorio durerebbe appena il tempo di un caffè per transitare verso altra destinazione, là dove il sistema ricettivo è adeguato. Per questo servono strategie compensative e risorse adeguate per promuovere il sistema territoriale. Parleremo di questo in commissione e incalzerò governo e parlamento per avviare i percorsi necessari ad ottenere il riconoscimento degli svantaggi derivanti dall’insularita. Birgi con la ricapitalizzazione ha i conti in ordine e questa è una garanzia per la Gesap. Dobbiamo fare in fretta guardando oltre l’orizzonte, immaginando ciò che è possibile ed a portata di mano, senza sprecare più risorse pubbliche ma mettendo mano ad una strategia assolutamente premiante“.



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