Quantcast
×
 
 
19/09/2018 02:00:00

UDC Sicilia, Lo Curto:"Il partito riparta dai territori e guardi anche ai social"

“L’Udc riparta dal territorio, anche in Sicilia, per costruire una nuova proposta politica e riorganizzarsi come partito, sapendo che l’azione politica dovrà essere inclusiva, ecumenica e laica, per non apparire dunque nostalgici. Ci sono opportunità nuove per far partecipare i cittadini alla vita politica. Rimanga sì la persona al centro della nostra politica, ma ci si aprà anche allepiazze virtuali attraverso l’uso consapevole dei social. È su queste nuove strade che dobbiamo muoverci per arrivare a tutti. Sui social troviamo piazze che non hanno determinazione territoriale nelle quali fare conoscere le nostre posizioni e i nostri programmi. Dobbiamo così avvicinare i giovani con un progetto nuovo, che parta dai nostri valori ma che coinvolga per contenuti legati alla modernità ed alle sfide della nostra società, senza apparire confessionali ed allo stesso tempo per non rappresentare una classe di reduci.

Comunicare, quindi, deve essere l’imperativo. E i social in questo ci potranno aiutare per instaurare un rapporto costante con gli elettori. Affrontiamo i temi veri che interessano alla gente, distinguendoci da quanti utilizzano i social per parlare alla pancia del Paese con temi ad effetto e con fake news che allontanano dai veri problemi da risolvere. Il popolarismo contro i populismi e un nuovo modo più concreto e autentico per fare buona politica, che affronti nuove politiche del lavoro centrate sulla riduzione della pressione fiscale per imprese e famiglie. L’Udc abbia il coraggio di opporsi alle scelte di Di Maio che non creeranno lavoro ma porteranno ad un aumento del lavoro nero. Parliamo, inoltre, di diritti come abbiamo saputo fare in Sicilia nei giorni scorsi affrontando il tema della genitorialità da non negare ai detenuti.

Ma è proprio sui minori e sui bambini che dobbiamo rilanciare le nostre politiche per la famiglia, mettendo al centro i figli siano essi inseriti in una famiglia tradizionale o in una con genitori dello stesso sesso o coppie di fatto. Facciamoci portavoci dell’esigenza di mettere fine al turpe mercato dell’industria dei test per accedere a medicina e alle professioni sanitarie. Mi chiedo, così come tanti giovani fanno, per quale ragione nonostante la cronica mancanza di medici, infermieri, fisioterapisti, si debbano chiudere le porte a tanti giovani attraverso test che nulla hanno a che fare con le professioni sanitarie. Si adotti in Italia il modello francese: chi non supera gli esami del primo anno va fuori. Chiediamo, su questo tema, al governo gialloverde di battere un colpo. L’Udc, in sostanza, si faccia carico di queste proposte e guardi ai giovani attraverso proposte a sostegno della formazione, della ricerca e dell’innovazione. Siano questi i temi per dare al nostro partito quella spinta che serve a costruire consenso vero soprattutto tra i giovani, perché siano protagonisti del futuro. Guardiamo quindi ad un partito laico, snello, moderno veloce, pieno di nuove energie che penetri nel cuore dei cittadini con la consapevolezza che il nostro simbolo era e può ancora essere un valore per i tanti moderati che solo per protesta si lasciano tentare dai sovranismi e dai populismi”. 

Eleonora Lo Curto