Occupazione femminile ferma in Sicilia. Lavora solo il 29,2% delle donne
L’occupazione femminile arranca in Sicilia, Regione che occupa addirittura l’ultimo posto in Europa con solo il 29,2% di donne che lavorano, in totale di 493 mila di cui 333 mila a tempo pieno e 160 mila a tempo parziale.
Il divario con la media italiana, 48,9%, è grande, enorme poi quello con la media Ue, pari al 62,3%. Se n’è parlato nel corso di un convegno della Flai Cgil Sicilia, in memoria di Lia Pipitone, la giovane donna figlia di un boss uccisa dalla mafia 35 anni fa perché ritenuta colpevole di disonorare la famiglia.
Il dibattito è stato l’occasione per fare il punto sul lavoro femminile nel settore agricolo che, per il segretario generale della Flai Sicilia, Alfio Mannino, “Può fare da traino all’occupazione femminile, sfruttando soprattutto le opportunità offerte dall’Europa, che stanzia al proposito cospicui investimenti“.
In agricoltura sono occupate oggi 25 mila donne, su un totale di 120 mila addetti. Il 90% è lavoro stagionale, in linea con l’andamento del comparto. Si aggiungono le 11 mila lavoratrici dell’industria agroalimentare, il 10% del totale degli addetti.
“La riforma del collocamento agricolo, che rivendichiamo da tempo – ha sottolineato Mannino – favorendo l’incontro da domanda e offerta in una condizione di trasparenza e legalità può favorire l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro e migliorare la qualità del lavoro, evitando forme di sfruttamento e abusi di cui spesso sono vittime le donne“.
Il convegno è stato l’occasione anche per discutere della lotta alla violenza di genere che vede la Cgil in prima fila. Nel 2017 in Sicilia ci sono stati sette femminicidi.
“L’occupazione femminile – ha detto il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro – è uno snodo fondamentale anche della lotta contro la violenza di genere. Il nostro impegno per il lavoro, contro disuguaglianze, stereotipi, segregazione occupazionale e per il giusto valore alle competenze femminili continua in tutte le sedi – ha aggiunto – in quelle della contrattazione e in tutti i luoghi dove occorre fare valere le pari opportunità e contrastare la violenza e le molestie. Analogamente prosegue la nostra battaglia contro la mafia”.
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