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10/10/2018 06:00:00

Trapani, Tranchida fa la guerra a spazzatura, erbacce e fogne ostruite

 Non solo spazzatura ed erbacce, il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida vuole ripulire la città anche dove non si vede, anche nelle fogne. Continua nel capoluogo l'operazione “per restituire bellezza a Trapani”, come l'ha chiamata il primo cittadino. 

E continua con nuovi interventi, necessari dopo gli acquazzoni degli ultimi giorni che hanno portato a galla – è proprio il caso di dirlo – altri problemi della città.
La prima fase è stata quella dedicata a togliere la “monnezza” dalle strade. Afferma Tranchida che in 50 giorni l'operazione ha permesso di rimuovere “centinaia di discariche di rifiuti, attivato controlli sulle azioni incivili e avviato il percorso per la raccolta differenziata spinta e porta a porta, con decorrenza primo gennaio 2019”. Poi si è passati alla fase due.
“Continueranno per almeno altri 50 giorni– dice il sindaco di Trapani – con azioni di diserbo ovunque, dalle strade alle scuole, in centro e nelle frazioni, compresa la bonifica totale del cimitero e prossimamente con la restituzione delle ville abbandonate nel quartiere di S Alberto, oltre che di Villa Rosina e Fontanelle”. Sempre nell'ambito della cura del verde pubblico rientra la volontà di mettere in sicurezza le eritrine e la potatura degli alberi.


Nel frattempo c'è da risolvere il problema dei tombini e della città che si allaga ad ogni acquazzone
. Un problema che non era stato messo in conto, dice lo stesso sindaco, “perchè non si vedeva, ma fa più puzza di altro, almeno in termini di irresponsabilità politico e amministrativa degli scorsi anni oltre che foriera di danni e disagi, tanto ai cittadini che alle attività economiche”.
Il problema delle fogne nel Comune di Trapani è ben più complesso, e non risolvibile con una semplice pulizia delle caditoie. “Al netto di qualche dimenticato tombino da pulire in superficie, sono piene e sature anche al 90% della capacità di smaltimento e in diverse zone (da Cappuccinelli al centro storico) di detriti, accumulatesi negli anni o ammalorate da ostruzioni delinquenziali, oltre che da cedimenti strutturali. Ad ogni scroscio più consistente di pioggia (alias bombe) il sistema fognario va in tilt perché tanto la limitata capacità residua quanto l'ostruzione alla rete principale non consente di ricevere e smaltire oltremodo velocemente”.


Che si farà allora? Il sindaco vorrebbe trovare delle soluzioni veloci ma che abbiano impatto nel lungo periodo. Ma nel frattempo non le manda a dire agli stessi impiegati del Comune usando termini non proprio delicati.
“In queste settimane, al netto degli interventi possibili e tempestivi, e in più punti della città, abbiamo scoperto sulla nostra pelle e su quella dei cittadini disagiati anche il doloso e colposo silenzio di classe impiegatizia strafottente e noncurante. Di sicuro inaffidabile per il futuro”. Una sentenza quella di Tranchida che non vorrebbe vedere la città sommersa dopo un temporale, ma sa bene che deve fare buon viso a cattivo gioco, se cattivo gioco c'è.


Tranchida e il suo assessore al decoro urbano Marco Antonio Romano si sono seduti attorno al tavolo di protezione civile per adottare delle azioni d'emergenza per evitare che la città finisca sott'acqua se piove un po' più del solito. “Confidiamo sulla collaborazione dei cittadini che prontamente continuano a segnalare disfunzioni e anomalie nonchè sulla platea dei volontari di PC, oltre al personale ecologico della Trapani Servizi, Atm e di protezione civile, nonché del Corpo della Polizia Municipale”. Tranchida non risparmia neanche chi ha criticato l'inondazione dei giorni scorsi anche sui social. Parla di “cortigghio” e di “soliti noti” che sui social non lo hanno risparmiato.