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11/10/2018 08:52:00

Marsala, dopo l'approvazione del bilancio è guerra di tutti contro tutti

 L'approvazione del bilancio di previsione 2018-2020 ha lasciato il consiglio comunale di Marsala in guerra ancora di prima.
Le lagnanze, il rinfacciarsi colpe e puntare il dito contro l'Amministrazione e contro i consiglieri che la sostengono è prassi.

La votazione di questo bilancio è stata la più anomala di tutte.
Intanto, si è palesata in aula una maggioranza trasversale creata dal presidente Enzo Sturiano, dall'altra parte si è inteso come, nonostante questa Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Alberto Di Girolamo non sia gradita, loro a casa non ci vanno. Hanno approvato il bilancio con delle forzature da prima Repubblica.

Andiamo in ordine, facciamo un passo indietro e precisamente alla seduta di martedì pomeriggio, quando in discussione e votazione c'erano gli emendamenti.
Bocciato quello di Federica Meo, Calogero Ferreri, Mario Rodriquez, Linda Licari e Vito Cimiotta, che prevedeva la somma di 40 mila euro per l'acquisto di giochi per bimbi da destinare alla periferia della città.
L'emendamento non passa, c'è una pregiudiziale non sull'atto ma sui consiglieri che lo hanno presentato, peraltro i pareri espressi dagli uffici erano entrambi di regolarità sia tecnica che contabile. Emendamento bocciato.

A malapena trova approvazione l'emendamento di Giovanni Sinacori, Flavio Coppola e Pino Milazzo che impegnava delle somme per la ricerca di nuove fonti di approvvigionamento idrico, la creazione di un evento internazionale per la filiera agricola e vitivinicola, più sicurezza per la città, maggiore attenzione per la scuola. Viene approvato par la parte relativa al 2018, le annualità del 2019 e 2020 hanno ottenuto un parere negativo e quindi, con buona coscienza Sinacori decide di ritirarli.

E qui viene il bello. Gli emendamenti presentati da Sturiano ottengono parere negativo da parte degli uffici, il presidente sostiene che non si tratta di un parere tecnico ma politico, non ritira gli emendamenti, forza e chiede all'aula, cioè alla sua pseudo maggioranza, di votarli. Approvati, grazie anche al voto di Antonio Vinci, che guarda caso non vota gli emendamenti a firma della sua capogruppo, Federica Meo, ma vota quelli di Sturiano.

Singolare il fatto che in altre occasioni (consiliari e con diretta streaming) il presidente dell'assise ha dichiarato che il voto in contrasto con i pareri va motivato, si può giustificare solo per fatti obiettivamente urgenti e seri.
Qui di urgenza e di serio evidentemente ci sono i contributi alle associazioni sportive.
Il comportamento istituzionale politico di Sturiano ha creato malumori.
Persino Aldo Rodriquez, dei Cinque Stelle, non ha gradito questo modo di fare: il comportamento del presidente durante la votazione ha condizionato il voto di altri consiglieri, compreso quello di Rodriquez.

E veniamo alla seduta di ieri in cui il bilancio è stato approvato.
Ci si aspettava, intanto, che in aula pronti al voto ci fossero gli stessi consiglieri che si sono votati e approvati gli emendamenti.
Niente da fare, restano appena fuori dall'aula, non votano. Rientrano dopo.
L'atto viene approvato con 11 voti favorevoli, 4 contrari, 2 astenuti.

Tra i quattro astenuti c'è Antonio Vinci, appartenente al Partito Democratico. Dice di essere interno ai dem , ha affermato che mai nessuno potrà espellerlo dal partito, lo stesso partito del sindaco e che appoggia questa Amministrazione, però vota contrario al bilancio.
Boccia l'atto politico per eccellenza. Questo accade sotto gli occhi di una città e di un partito che a livello provinciale è assente, non si cura di nulla.

Il PD in consiglio comunale è spaccato, il fatto politico è uno solo: sono tre i consiglieri dem: si tratta della Meo, Ferreri e Mario Rodriquez.
Gli altri due, Angelo Di Girolamo e Antonio Vinci, agiscono in maniera scollegata e autonoma, di fatto sono contro questa Amministrazione.
Non ci sarebbe nulla di strano se non quella di uscire da una zona di ombra che non fa onore al partito ma nemmeno ai consiglieri che dicono di rispondere a due deputati regionali. Di Girolamo a Peppino Lupo e Vinci a Baldo Gucciardi.

Tra Vinci e Gucciardi non c'è più feeling politico da parecchi mesi, resta il fatto che un consigliere comunale del PD ha votato contro il bilancio di una Amministrazione targata PD.
Se anche questa volta, il partito a livello provinciale, farà finta di non sentire e di non avere visto, i pochi che ancora ci sono farebbero bene ad allontanarsi: è chiaro che Vinci gode di coperture.

La capogruppo dem, Federica Meo, è chiara: “Non posso dire io se Vinci è dentro o fuori il partito”. Lo stesso Vinci che oramai fa asse con Sturiano.
La Meo poi esprime il suo disappunto per come sono stati gestiti i lavori dell'aula in questi giorni di trattazione del bilancio e per come ci si è espressi su alcuni emendamenti: “In particolare l'emendamento presentato da me con un gruppo di consiglieri non intaccava nessun capitolo di spesa, si trattava di somme residue e aveva un fine nobile in quanto volto a riqualificare le periferie”.
Sul tipo di votazione espressa la consigliera non lascia dubbi: “Risulta evidente che alcuni consiglieri votano gli atti non guardando al merito degli stessi, ma sulla base di precise pregiudiziali nei confronti di alcuni”.
Il bilancio è stato messo in votazione già nella serata di martedì 9 ottobre ma i consiglieri hanno fatto venire meno il numero legale: “Rileva, dice la Meo, che c'è una precisa strategia di un gruppo trasversale volta a mantenere la posizione di consiglieri pur nella mancata condivisione di molti atti”.
Duri gli interventi sia di Daniele Nuccio che di Michele Gandolfo.
Per il primo l'esperienza di questo consiglio comunale avrebbe potuto concludersi qui, senza andare oltre e che la sconfitta di questa Amministrazione è legata a comportamenti stigmatizzabili del sindaco che “Ha criminalizzato la creatività e la fantasia”.
Gandolfo, invece, questa volta se la prende con l'aula: “Non vorrei arrivare a rimpiangere Alberto Di Girolamo. Chi ha votato gli emendamenti che tolgono soldi al co-marketing dovrebbe solo vergognarsi”.
Continuano gli scotri, muro contro muro a Sala delle Lapidi.