30/10/2018 06:00:00

Trapani, la provincia verso il default. La situazione in Sicilia, strade abbandonate

La Provincia di Trapani è pronta a dichiarare il default. Per capire in che stato siamo ridotti basta guardare queste foto di alcune strade provinciali, ormai senza manutenzione da anni, con grave rischio per tutti.  

Nove sono le province siciliane e tutte a rischio default. Non ci sono i soldi, i bilanci non sono stati ancora approvati.
Servono 200 milioni di euro per evitare che i Liberi Consorzi affondino, il problema, dicono dalla Regione, lo ha creato Roma, con la legge del prelievo forzoso fatto alle province, provvedimento del governo Gentiloni, ed è il governo nazionale che dovrebbe risolverlo.
Non c'è più tempo, il 31 ottobre è vicino, entro quella data gli enti dovranno approvare i loro bilanci.
Il commissario del Libero Consorzio di Trapani, Raimondo Cerami, prospetta tempi non rosei. Tutte e nove le Province, a cominciare proprio da quella di Trapani, sono intenzionate a dichiarare lo stato di default. Per la precisione sono solo otto, Ragusa ha già dichiarato il dissesto.
I commissari dei Liberi Consorzi hanno chiesto alla Regione un impegno a stipulare un mutuo per dare respiro a questi enti intermedi.
Enti che il precedente governo regionale, targato Pd, ha voluto cancellare con un colpo di spugna.
I territori sono abbandonati, si tratta di strade provinciali, si tratta di immobili e di porzioni di territori la cui cura è di competenza dell'ex Provincia, così come le scuole.
L'accordo tra Stato e Regione, alla fine della precedente legislatura, prevede che le Province versino 200 milioni allo Stato, una legge che di fatto ha immobilizzato gli enti: il bilancio non si può approvare per mancanza di somme.
Il default dichiarato porterebbe ad un aumento fiscale a cascata su tutti i territori di riferimento dell'ente.
La situazione è più ingarbugliata di quanto appaia.

La Regione non vive momenti floridi, non ha la disponibilità di surrogarsi ai pagamenti dovuti, si procederà con l'accensione di un mutuo alla Cassa Depositi e Prestiti, almeno per acquistare gli immobili che fanno capo alle Province.
Insomma, debiti su debiti che graveranno sempre sui siciliani. E in ogni caso si tratterebbe di una soluzione tampone, non risolutiva.
Gaetano Armao, assessore regionale all'economia, sta valutando e studiando il caso insieme a Nello Musumeci, presidente dell'Isola, e a Bernadette Grasso, assessore agli Enti Locali.
La procedura presso la cassa Depositi e Prestiti si può avviare ma bisognerà prima individuare gli immobili in buono stato da acquistare, il tutto entro il termine massimo del 30 novembre.
Se la scadenza non verrà rispettata, o l'iter burocratico avrà bisogno di maggiore tempo, allora non ci sarà speranza per le ex Province che dichiareranno il loro default.
La discussione è stata avviata anche con il Ministro all'economia Giovanni Tria, al quale Armao ha chiesto l'eliminazione del contributo forzoso a carico delle Province.
La mancata approvazione del bilancio di previsione comporterà un maggiore deterioramento di scuole e infrastrutture.
Basta percorrere alcune strade della provincia di Trapani per rendersi conto di come siano messe: piene di buche e senza alcun tipo di manutenzione.
Tutti i benefici che la riforma Crocetta avrebbe dovuto portare sono rimasti astratti, di concreto c'è solo l'inefficienza.
E così ad essere messi a rischio sono i servizi essenziali, i beni primari per la collettività.
Gli automobilisti corrono ogni giorno il rischio di un incidente, mentre tanti ragazzi frequentano scuole poco sicure, ben lontane dagli standard europei, nella maggior parte dei casi senza alcun tipo di riscaldamento. Stessa cosa per i disabili che frequentano la scuola: i servizi spesso sono stati erogati in maniera non continuativa.
Dal 2014 si va avanti nella medesima situazione, le ex Province sono commissariate a partire da quella data, ancora non si esce fuori dal guado.

 



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