07/12/2018 06:00:00

Birgi. Ombra: “Manca governance forte. Ecco perché l'aeroporto sta morendo”

Salvatore Ombra, è stato amministratore dell'aeroporto di Trapani Birgi, dal 2007 al 2012, e ancora si parla di lei.

 

Meglio essere ricordati che non.

 

Sotto la sua guida il flusso dei passeggeri è stato maggiore che negli anni successivi.

 

Siamo stati bravi perchè abbiamo portato l'aeroporto da 250 mila passeggeri a 1,8 milioni. Eravamo riusciti ad avere un bel po' di rotte e avere buona parte d'Europa e quasi tutti gli aeroporti nazionali collegati con Birgi. Sono contento di quel periodo, e mi dispiace vedere l'aeroporto nella situazione in cui si trova adesso.

 

Lei è uno che anche se non più in carica interviene spesso nel dibattito sull'aeroporto.

 

Sono uno dei pochi che continua a parlarne perchè per me è stato come la mia azienda. Per me vederlo in queste condizioni mi fa tanto male.

 

Cos'è mancato al governo regionale nel non rilanciare Birgi.

 

Non voglio fare plausi al governo regionale. 14 milioni di euro tra Birgi e Comiso sono stati messi dalla Regione. Mi dispiace che praticamente nessuno abbia partecipato al bando. Il problema non è soltanto che non abbia partecipato Ryanair, ma che non hanno partecipato oltre 80 compagnie che ci sono in Europa.

 

I territorio non è appetibile allora?

 

Non è questo. Se mancasse di appetibilità non avremmo avuto tutto quel traffico che abbiamo avuto prima. Probabilmente manca una governance forte dell'aeroporto che sia in grado di richiamare compagnie.

 

Paolo Angius, presidente di Airgest, dice che Birgi è l'unico aeroporto in Italia che ospita Ryanair, seppur con sole quattro rotte, senza versare un euro. Invece Palermo versa 8 euro a passeggero.

 

L'unico aeroporto che non paga la compagnia è Roma. Tutti gli altri pagano. Trapani in questo momento non paga non perchè sono stati bravi ma perchè ci sono delle rotte residuali e complementari a Palermo. Non è lì che si vede il traffico. E' desolante entrare in aeroporto. Io mi auguro che il presidente della Regione, quando è venuto in visita, si sia reso conto che alle 11 e mezzo del mattino non c'era un passeggero. Le saracinesche dell'area commerciale erano chiuse. Questo è molto indicativo.

 

Musumeci ha invitato i Comuni a fare la loro parte. Non solo a versare i soldi del co-marketing, ma anche entrare nell'Airgest rilevando delle quote. Invito rilanciato anche da Mimmo Turano, assessore regionale alle Attività produttive. Birgi è l'unico aeroporto in Italia le cui azioni sono praticamente tutte della Regione che ha il 99% delle quote. Nel 2015 Giulia Adamo, allora sindaco di Marsala, tentò di comprare le azioni dell'Airgest, spalleggiata dalla Camera di Commercio. Che pensa di un ingresso dei Comuni in Airgest?

 

Sarebbe opportuno che ci fossero anche i Comuni. Ma nell'occasione di Giulia Adamo non potevano essere comprate le azioni dell'Airgest. Bisogna dire che il piano nazionale dell'aviotrasporto prevede che tutti gli aeroporti vadano verso la privatizzazione. Palermo aveva cominciato, poi si è fermato tutto. Altri aeroporti nazionali sono di fatto diventati privati.

 

Lei da privato investirebbe nell'aeroporto di Trapani Birgi?

 

Sì, se fosse gestito in maniera corretta e imprenditoriale. Oggi non si viaggia più né con i carretti, né con i treni, né con le navi. Si vola soltanto. In tantissime nazioni piccoli aeroporti riescono a sopravvivere e danno ricchezza alle popolazioni, e dalle nostre parti questo non succede.

 

Per una fusione con Palermo quanto ci vuole?

 

Ci vuole tempo, non è così semplice come sembra. Già una fusione tra aziende private complicata, figuriamoci tra due società pubbliche. Tra l'altro una delle due non ha nessun interesse ad entrare nell'altra. Non è una cosa così immediata.

 

Non c'è un conflitto di interessi per Paolo Angius che ha delle quote della Gesap?

 

Non lo so, non entro in queste questioni. Dobbiamo risolvere questioni urgenti. Abbiamo sul tavolo il malato che sta morendo e pensare che la fusione possa risollevarlo è sbagliato. Intanto ci stiamo bruciando la stagione estiva 2019, invernale 2019-20 ed estiva 2020. Se a qualcuno va bene tutto questo...

 

Ombra, quelli della Lega dicono che Ryanair è pronta a tornare e, visto che manca un posto nel cda dopo le dimissioni di Elena Ferraro, la invitano a coprire questo vuoto. Lei ci tornerebbe a Birgi?

 

Sarei ipocrita a dire di no. Il problema è che non c'è la volontà. I referenti della Lega mi hanno chiesto un parere su quello che sta succedendo all'aeroporto di Trapani e ne stanno facendo una battaglia sul territorio. Oggi non c'è più turismo, giriamo per le città e non ci sono turisti per strada, a differenza di qualche anno fa quando c'erano visitatori anche in inverno. Quello che fa più rabbia è che un aeroporto che aveva raggiunto certe posizioni in Italia adesso non le abbia più.

 

E' incapacità gestionale o politica?

 

Entrambi. Spesso sento delle ipotesi, fusioni e acquisizioni, che non servono a niente. Bisogna gestire meglio l'aeroporto.

 

Non ci sono turisti che passano ma ci sono convegni ed eventi all'aeroporto di Trapani Birgi.

 

E non deve funzionare in questo modo. La sala partenze non deve essere per convegni e concerti. Lì ci devono essere passeggeri.


Angius ha come riferimento l'aeroporto di Pisa in cui si organizza tutto questo.

 

Ma Pisa è dentro la città, il tragitto si fa a piedi.

 

Nel 2020 Marsala torna al voto, comincia a muoversi qualcosa sul fronte delle alleanze, delle candidature. Lei ci ha provato nel 2012. Il suo nome circola sempre, pensa di candidarsi a sindaco della città?

 

No, ho già dato. Il treno passa una volta.

 

Chi vedrebbe bene come sindaco?

 

E' ancora troppo presto per dirlo. Spero non ci siano molti candidati.