Il 2019 sarà l'anno del fermento politico europeo, le elezioni del mese di maggio avranno un peso maggiore, porteranno un cambio di equilibri nella governance, i venti populisti e sovranisti soffiano in tutto il mondo. Dal governo centrale, Movimento Cinque Stelle e Lega, assicurano che il 2019 sarà l'anno della svolta, del cambiamento.
A cambiare intanto sono le percentuali dei partiti, giù i grillini che cedono il passo a Matteo Salvini, che non disdegna di diventare premier, fa incetta di fuoriusciti da Forza Italia. A perdere terreno è proprio il partito del Cavaliere, del Silvio nazionale. In molti hanno abbandonato, folgorati sulla via leghista o su quella di Giorgia Meloni.
Il Partito Democratico è alla perenne ricerca di una leadership, di un segretario che fanno fatica pure ad eleggere se fossero in pochi. Litigano da soli. Accade quando ci si ostina a stare insieme. E sono giorni colmi di speranza quelli che tracciano il passaggio dal vecchio al nuovo anno, si brinda con l'augurio di non trovare incognite ma certezze. A Marsala si inizia a parlare di elezioni amministrative, che si celebreranno nel 2020. Si chiede discontinuità rispetto all'attuale Amministrazione, targata Alberto Di Girolamo, ma in quanti sapranno davvero essere alternativa all'attuale sindaco?
Sono trascorsi tre anni dalla sua elezione, abbiamo sentito recitare il copione delle lamentele, non c'è stata nessuna azione mirata per creare le condizioni di una proposta politica valida e concreta, pronta a scendere in campo. Di Girolamo non molla la presa, è intenzionato a candidarsi, ci riprova. Del resto nell'ultimo anno e mezzo, se arriveranno i finanziamenti dei bandi vinti, la città dovrebbe avere un volto diverso, migliore, e il Primo Cittadino incasserà punti.
Il 2019 sarà l'anno delle nuove alleanze. A fare la sua parte sarà il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, pronto a presentare un suo progetto, ci sono i nomi spendibili, sia per Mazara che per Marsala. Ha cercato l'asse con l'UDC e l'ha trovato, pian piano sta contattando varie personalità con cui creare una convergenza. Lo schema è quello di Trapani: buon governo, nessuna bandiera.
C'è la candidata: Andreana Patti, attuale assessore tranchidiana. E' giovane, donna, elettorato trasversale, ben accreditata. Riuscirà Tranchida a creare tutte le condizioni per andare fino in fondo con questa candidatura? Intanto in molti dialogano e sono pronti al grande salto.
Altri candidati si sono lanciati apertamente nella mischia: Diego Maggio, ex dirigente della Provincia, Vito Reina pentastellato, anche se non si comprende bene se avrà l'avallo del movimento oppure no.
La Lega manda avanti Vito Armato che dialoga con Paolo Ruggieri di Diventerà Bellissima, ad essere corteggiato dalla Lega, da ambienti romani, è Salvatore Ombra, a fare da intermediatrice Elena Ferraro, l'ex componente del Cda di Airgest. Si parte con questi nomi e da queste mosse politiche, il 2019 sarà l'anno delle conferme o dei passi indietro, perchè no, anche dei colpi di scena.
A maggio si voterà a Mazara, Nicola Cristaldi, sindaco uscente, ha lanciato la candidatura di Pino Bianco, in corsa poi ci sono il leghista Giorgio Randazzo, il grillino Nicola La Grutta. Un nome che uscirà allo scoperto tra qualche settimana sarà quello di Salvatore Quinci, candidato sindaco a Mazara con più liste, una delle quali farà capo a Giacomo Tranchida e a Peppe Guaiana. Giochi ancora aperti a Salemi, il borgo è chiamato a rinnovare Amministrazione e consiglio.
Domenico Venuti è pronto a ricandidarsi, l'asse che lo sostiene è trasversale: da Baldo Gucciardi a Stefano Pellegrino a Mimmo Turano. In poche parole: ha già vinto. Dall'altra parte si muovono confusamente diverse anime politiche che però non riescono a venirne a capo.
Insomma, sarà un anno in trincea per tutti i partiti e i movimenti. Il mese di marzo sarà il momento della resa dei conti del Pd, non si escludono scissioni e addii.
Intanto, come ogni anno Gallup International ha pubblicato il sondaggio mondiale di fine anno sulle speranze e le aspettative dei cittadini del mondo. Gli italiani non ne escono bene, nonostante sia il Bel Paese, del sole e del mare, del buon cibo e della musica, riusciamo ad essere pessimisti e a finire giù in classifica. E' l'Africa, il continente dei profughi, della fame e della sete, delle guerre ad essere il Paese più ottimista. E' questa la prima lezione del 2019, buon anno.
Rossana Titone