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14/01/2019 22:40:00

"Che bellezza la notte del Liceo Classico a Trapani"

Ritengo che l’apertura notturna del liceo Classico a Trapani abbia consentito di far trascorrere una bellissima serata all’appassionato e curioso pubblico intervenuto.


Il liceo ha mostrato la sua bellezza, la sua grande caratteristica di raccontare il classico, il moderno e l’attuale, il percorso formativo che interessa ogni studente ed è di fondamentale importanza per consentirgli di raggiungere la migliore competenza possibile per quel luogo che è il lavoro.
La passione che è insita nel professore si trasferisce allo studente e nello studente allo stesso modo di come il testimone nella staffetta quattro per cento si trasmette da un corridore all’altro dove l’ultimo è il primo perché è il più completo ed e’ colui che consente la vitttoria!
La corsa e’ come il corso di studio, entrambe mirano a pregare l’avvenire, la vittoria sulla immeritocrazia!
Sono infatti Lo studio appassionato, la competenza, il desiderio e la voglia di conoscere e di approfondire gli argomenti ed i temi della vita, in un percorso antropologico linguistico, a condurre l’individuo a migliorarsi ed a fare tesoro di quella eredità che con amore e dedizione il professore gli trasferisce.
La notte ha costituito così un giorno.
Un giorno di luce con il quale la notte ha fermato il tempo, è divenuta un sole per consentire di essere luce, orientamento di tutti quei giovani che debbono al termine della scuola media fare la loro scelta ed individuare l’istituto, i professori, i compagni che gli consentiranno poi l’ingresso nel mondo universitario.
La scuola è maestra di vita e così come Dante, nella Commedia definita Divina da Petrarca, è accompagnato da Virgilio e da Beatrice ieri i professori e gli alunni, che hanno predisposto le attività di luce e che hanno contraddistinto l’incontro, hanno fatto da guida a tutti quei giovani che intendono addentrarsi ed orientarsi in quello che è il mondo classico: elegante raffinato Colto affascinante e volto a creare generazioni e menti di Pace e competenza meritocratica.


Giuseppe Mantia