di Paolino Canzoneri
Presso i Cantieri Culturali della Zisa, nel centro storico del capoluogo siciliano, è andato in scena lo spettacolo teatrale "Il Piccolo Amleto" tratto dalla tragedia di William Shakespeare con la regia e drammaturgia di Claudio Collovà docente presso l'Accademia delle Belle Arti di Palermo di cui molti lavori sono stati presentati in festival internazionali di teatro in Italia e in Europa.
Lo spettacolo teatrale dietro sollecitazione del Ministero di Giustizia e del dipartimento dei minori è interpretato da giovani attori come Giovanni Paolo Di Fiore, Maria Cristina Florio, Giuseppe Greco, Angela Lo Presti, Davide Palmeri, Stan Razvan Costel. “Il Piccolo Amleto” parte dalla tragedia di Shakespeare e trova ispirazione in Hamletmachine e Opheliamachine di Heiner Mueller dove l'amore incompiuto tra Amleto e Ofelia sviluppa l'intero nucleo narrativo di base; una coppia di amanti lacerata da un destino avverso che non gli consente di vivere la vita desiderata. Lo spettacolo co-diretto da Daniela Mangiacavallo, rientra nel primo anno del Progetto "Palermo oltre le mura. A teatro con Shakespeare" e vede coinvolti minori dell’area penale indicati dall'Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Palermo USSM, inseriti in un delicato e complesso programma specifico di crescita e di educazione avente lo scopo di rieducare, socializzare e reintegrare i ragazzi in società. Un beneficio per i minorenni che si sono adeguati correttamente al programma chiamato "messa alla prova" (art. 28 del d.P.R. del 1988 ), dove il ragazzo si assume la piena responsabilità per il reato commesso e dimostra sincero pentimento in un percorso che coinvolge la famiglia e la comunità teso a dimostrare agli occhi della società che si è realmente e concretamente idonei al pieno reintregro. Nel caso l'esito risulti positivo il reato viene estinto con una sentenza di "non luogo a procedere". In questa seconda replica delle tre previste, l'affluenza del pubblico è stata copiosa e l'interpretazione dei ragazzi egregia e la soddisfazione di Collovà appare chiara dalle sue parole: "È un dono che riceviamo e che viene ricompensato subito dalla forza e dall’impegno che giovani in difficoltà mettono in un compito per nulla agevole. Il teatro, se seriamente intrapreso, può essere di grandissimo aiuto. Attraverso l’opera di Shakespeare è possibile sollecitare l’immaginazione, la riflessione, l’espressività e il confronto con gli altri e il mondo circostante".