18/03/2019 13:05:00

Feltri, Ferrara e i negazionisti climatici

Il clamoroso successo della lotta ambientalista simboleggiata dalla figura di Greta Thunberg deve avere terribilmente scosso i nervi ultrasensibili di tutti i partigiani della destra sovranista, notoriamente ammiratori di quel “matto pericoloso” di Donald Trump, e seguaci imperterriti del negazionismo climatico. I caporioni di questa destra vanno all'attacco, e lo fanno nel modo più isterico e virulento. E in questo concerto di assordante isteria, come poteva mancare l'articolo sprezzante di Vittorio Feltri su Libero?

Ebbene, l'articolo è arrivato ieri, puntuale e implacabile. Nel suo stile da bar sport (che spesso supera in volgarità la stessa satira che Crozza ne fa ogni venerdì sulla Nove) Feltri non si limita a ridicolizzare brutalmente i milioni di giovani che venerdì scorso sono scesi in piazza in tutto il mondo per salvare il pianeta dalla catastrofe climatica, ma si esibisce in un penoso tentativo di dare supporto “scientifico” alla tesi negazionista. E lo fa rilanciando una vecchia e spudorata bufala, che si fonda unicamente su un intervento che il fisico Carlo Rubbia fece in Senato nel 2014. Rubbia spezzò allora una lancia in favore dell'uso del gas naturale, dimostrando come sia tecnicamente possibile ricavare energia dal gas senza emissione di CO2. Questo era il fine del suo intervento.

Tutto qui? Ebbene, sì. Rubbia, infatti, non negò assolutamente che le emissioni di gas serra nell'atmosfera terrestre stiano aumentando in maniera esponenziale, ma si limitò a osservare che per risolvere il problema sarebbe forse più “economico” ricorrere al gas naturale piuttosto che alle energie alternative (sole, vento, eccetera). Riguardo poi alla realtà del riscaldamento globale, Rubbia espresse comunque una sua personale visione dubitativa, affermando che a partire dall'anno 2000 la temperatura del pianeta si sarebbe in realtà abbassata di 0,2 gradi. Per riassumere: Rubbia non negò affatto che sia assolutamente necessario ridurre le emissioni dei gas serra. Ma al tempo stesso si mostrò prudente sulla questione del riscaldamento globale.

Ora, qui si tratta di ragionare con un po' di realismo e buon senso. Rubbia o non Rubbia, noi sappiamo benissimo, in primo luogo, che ormai la stragrande maggioranza della comunità scientifica mondiale concorda nel ritenere che il riscaldamento del pianeta sia una drammatica realtà. Le prove sono soverchianti e inconfutabili. Lo ammettono ormai anche anche scienziati e organismi privati e statali che fino a pochi anni fa si tenevano su posizioni scettiche come quelle espresse da Rubbia nel 2014, o addirittura su posizioni negazioniste.

Ma al di là di questo c'è la terribile evidenza dei fatti: i ghiacciai e le calotte polari che si sciolgono, i fenomeni atmosferici estremi, alluvioni, uragani, siccità, incendi devastatori, e chi più ne ha più ne metta. Per non parlare dell'enorme problema della plastica, che i negazionisti si guardano bene dal nominare. Questi fenomeni sono ormai sotto gli occhi di tutti. Anche sotto quelli di Vittorio Feltri, che sicuramente (a meno che non sia cieco) avrà costatato negli ultimi mesi lo stato di preoccupante siccità in cui versa la sua Lombardia, col Po ridotto ai minimi storici, il Lago Maggiore che si ritira, gli incendi invernali nei boschi dell'Oltrepo Pavese (pazzesco!) e gli alberi in fiore a Milano alla fine di febbraio. Rob de mat! come si dice sotto la Madonnina.

Ma già, oggi tutti i vecchi tromboni livorosi della destra sfascista e bastiancontraria si sentono rosi dalla rabbia: avrebbero voglia di “mettere sotto l'auto” Greta Thunberg, come ha dichiarato Maria Giovanna Maglie, la truce “ideologa” del sovranismo estremo (per lei Salvini è troppo “soft”, ha dichiarato). Anche Giuliano Ferrara non digerisce il successo di Greta, ha i rigurgiti acidi, e come un infante capriccioso confessa addirittura di detestarla e di “odiare le sue treccine”. Roba da asilo Mariuccia, che pena! Prendersela con quella ragazza, invidiare il successo di Greta, chiamare “gretini” i suoi seguaci, odiare e insultare una persona che avuto il merito di far rivivere la speranza nei cuori di milioni di giovani in tutto il mondo. Questa destra non sa più davvero a che santo votarsi. Non sa a cosa aggrapparsi. Non sa fare altro che seminare menzogna, odio, disprezzo e paura.

Massimo Jevolella