02/04/2019 06:00:00

Aeroporto di Birgi. Due anni di crisi, e un futuro incerto

Due anni senza Ryanair a pieno regime. Due anni di voli con il contagocce, di polemiche, bandi, ricorsi, sentenze, proteste. Due anni di crollo verticale dei passeggeri all’aeroporto di Trapani Birgi. E’ scaduto due anni fa il contratto di co-marketing con l’Ams, la società che per la Ryanair gestisce il marketing e che firmava i contratti con i territori e gli aeroporti per programmare i voli.


Oggi l’aeroporto di Trapani-Birigi è sempre più in crisi. Il calo dei passeggeri è costante e porta il Vincenzo Florio vicino ai dati pre-Ryanair. A Febbraio, ultimo mese disponibile per le statistiche, si è registrato il 19,5% di passeggeri in meno rispetto allo stesso mese del 2018. Un calo allarmante per tutto l’indotto, fatto di attività turistiche di diverso genere, dalle strutture ricettive, ai servizi transfer.


Quel 31 marzo del 2017, giorno in cui scadeva il contratto con Ryanair, ha segnato certamente lo spartiacque. In mezzo c’è stato un nuovo bando andato male, impugnato da Alitalia al Tar che lo ha di fatto bocciato. E’ seguito un altro bando con molti altri paletti che non ha avuto il successo sperato, e solo due compagnie che hanno presentato le offerte. Tra queste non c’era Ryanair che nel frattempo ha dirottato i suoi business sull’aeroporto di Palermo che ha registrato una crescita enorme negli ultimi anni. Il secondo bando, quindi è andato male, e adesso il gruppo di Comuni che hanno portato avanti l’iniziativa, con i fondi della Regione, hanno avviato la procedura di trattativa privata per assegnare i restanti lotti. E proprio tra qualche giorno, il 5 aprile, scadrà il termine per la gara a trattativa privata, che è stata preparata tramite una manifestazione d’interesse dal Comune di Marsala, comune Capofila dell’associazione dei seguenti comuni, Marsala, Alcamo, Buseto Palizzolo, Calatafimi Segesta, Campobello, Custonaci, Castellammare, Favignana, Paceco, Salemi e Valderice.

22 i lotti ancora da assegnare. Dopo che il primo bando è andato praticamente deserto, con l’assegnazione di soli 3 lotti (Lazio, Lombardia e Piemonte), ci sono ancora 22 lotti da assegnare che riguardano le seguenti Regioni italiane (Sardegna, Umbria, Marche, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Veneto e Friuli Venezia-Giulia) e tra i Paesi esteri (Francia, Polonia, Belgio, Germania, Malta, Olanda, Slovacchia, Spagna, Repubblica Ceca, Regno Unito e Scandinavia). Complessivamente, il progetto di marketing territoriale rappresenta un investimento di quasi 14 milioni di euro, con risorse messe a disposizione dall'Assessorato regionale al Turismo. Una volta acquisite le offerte, sarà la Centrale unica di Committenza di Comiso ad assegnare i lotti ai vettori. Questo per quel che riguarda le trattative per i nuovi voli che andranno a completare i 25 lotti del bando.

E a poco servono i voli previsti dalla "continutià territoriale" che non prevedono rotte "redditizie" per il territorio. 

L'inizio della crisi di Birgi coincide con la scadenza del contratto con Ryanair, ma affonda le sue radici in una crisi di gestione dell'Airgest, società che gestisce lo scalo, totalmente a capitale pubblico, di proprietà della Regione Siciliana.

Resta incerto l’assetto societario dell’Airgest, la società che gestisce lo scalo di Birgi, per il futuro. Si parla da tempo di una fusione con Palermo, che però Palermo non vuole. Quello su cui si vorrebbe puntare è ad un polo aeroportuale della Sicilia Occidentale. Un’operazione complessa, che passa dalla politica regionale. La Regione è infatti proprietaria unica, di fatto, delle quote dell’Airgest.

Ieri c'è stato un incontro trai il presidente di Airgest, Paolo Angius, e  rappresentanti del Comitato per il monitoraggio e la salvaguardia dell'aeroporto di Trapani Birgi. 

 Ne è venuto fuori che se non cambia nulla, se non cambia l'assetto gestionale, per via delle leggi nazionali, l'aeroporto avrà vita breve: due anni e chiude. La soluzione potrebbe essere la fusione con Palermo, o la creazione di un polo aeroportuale della Sicilia Occidentale.

 

Nei giorni scorsi c’è stato un incontro a Marsala sull’Area Vasta, per parlare di infrastrutture e sviluppo della Sicilia Occidentale. C’erano i sindaci della provincia, ma anche il primo cittadino di Palermo, Leoluca Orlando. Si è finito per parlare di Birgi e aeroporti. Non sono mancate le polemiche tra il primo cittadino palermitano e quello di Trapani, Giacomo Tranchida.
Tranchida, se la prende con il suo collega primo cittadino di Palermo, accusato di voler cannibalizzare con Punta Raisi il nostro piccolo aeroporto. Orlando ha sottolineato che sul polo aeroportuale aspetta il primo passo della Regione.

Tranchida è stata biasimato da Cgil, Cisl, Uil: "Su questioni cosi centrali per il futuro dei nostri due territori e dei lavoratori - dicono i sindacati in un comunicato - lo scontro non è accettabile. Il bene comune è il rilancio dello scalo di Birgi e del Distretto turistico occidentale».
Tranchida replica ai sindacati: “Dove sono stati? È da anni e sopratutto dagli ultimi 6/8 mesi che si corteggia e poi si spinge il Golia palermitano a buoni consigli verso la creazione del polo aeroportuale Sicilia occidentale. Decine i viaggi a palazzo delle Aquile e all’aeroporto di Palermo per favorire l’intesa Airgest - Gesap … ma Golia ogni volta alza l’asticella del NO. Adesso basta, io difendo gli interessi del territorio e non solo di Trapani”.

Nel frattempo in questi giorni ci sono state le proteste degli operatori turistici della provincia di Trapani. Proprio in occasione della riunione sull’area vasta è stato organizzato un corteo a Trapani, che poi si è spostato a Marsala. Gli operatori hanno chiesto con forza l’intervento delle istituzioni per salvare l’aeroporto di Trapani Birgi.
Tutto però va a rilento. E anche questa stagione estiva sarà sottotono per Birgi, con pochi voli, e una programmazione invernale anche a rischio.