12/05/2019 11:00:00

Marsala: la cultura, l'amministrazione comunale e la sua voglia di "Corrida"

Si tiene a Torino il Salone del libro, la fiera più importante d’Italia, il tempio della cultura, della memoria, della crescita sociale del Paese.
Riprendiamoci le parole, pesiamole, pronunciamole con calma, livelliamole con cautela, scriviamole con amore.

E in questo contesto di racconto, dove un libro è un mondo che si racconta e che apre la porta a nuove conoscenze, che spalanca l’immaginario, a Torino è stato presentato "Gomito di Sicilia", edito da Laterza, scritto da Giacomo Di Girolamo.
Un libro che parla di Marsala, che mette insieme territorio e sentimenti, il distacco, la capacità di riabbracciarsi in modo diverso, il ritorno in luoghi che non mutano se non negli anni.

"Gomito di Sicilia" parla di noi, racconta Marsala, in chiave realistica e sentimentale… e non lo fa uno qualunque, lo fa un marsalese, uno che qui ha deciso di restare nonostante le difficoltà, raccontando, da giornalista, un territorio complicato.
E fin qui potrebbe andare tutto bene… il condizionale lascia intendere che non è proprio così.

L’Amministrazione Comunale, che tanto si imbroda, parlando di cultura bypassa questo importante evento per la città, e promuove, con tanto di comunicato stampa, in duplice versione, la partecipazione di un signore alla “Corrida”.

Nessuno ce ne voglia, la trasmissione è divertente, il concittadino che vi ha partecipato sicuramente avrà delle doti da ballerino indiscusse ma il passaggio rende bene l’idea di questa Amministrazione.

Siamo eternamente in una festa di contrada, di chiano, come si dice.
Una corrida perenne, non c’è bisogno di affannarsi a cercare altro perché non c’è.
Qualche giorno prima, con tanto di conferenza stampa, una per ogni giorno del calendario, è stato presentato l’evento 38° parallelo, ideato e realizzato da Giuseppe Prode.

La retorica ha imposto alle istituzioni presenti di ripetere che la cultura è importante, fondamentale per lo sviluppo di una città… e quale migliore occasione per dimostrarlo in una Corrida?

Il fatto palese è che ogni assessore è scollegato dall’altro, lavorano in maniera personalistica, accecati dai propri risultati, con la voglia di fare meglio degli altri compagni di giunta.

Dovrebbero fare solo quello che è meglio per la città, il resto scivola come acqua.
Da una festa all’altra, da una contrada all’altra, senza un tocco che lasci il segno di una Amministrazione che può, sì, partecipare alla Corrida e magari vincerla. In alternativa c’è sempre "Tu si que vales".

Rossana Titone