03/06/2019 06:00:00

Birgi, i nodi della fusione con Palermo e le ultime novità

Resta sempre critica la situazione dell’aeroporto di Trapani Birgi. L’estate sta per cominciare e lo scalo vivrà una delle stagioni più buie della sua storia, con voli ridotti all’osso, un traffico passeggeri esiguo, e una situazione societaria traballante, tra la liquidazione e la fusione.
Da questo partiamo per il nostro consueto punto sulla situazione del Vincenzo Florio.


I NODI DELLA FUSIONE CON GESAP
E’ stato istituito alla Regione, dal presidente Musumeci, il tavolo tecnico per studiare delle soluzioni per Birgi e soprattutto per tentare una fusione tra l’Airgest, la società che gestisce lo scalo trapanese, e la Gesap dell’aeroporto di Palermo. Una fusione di cui si parla da tempo e che sulla carta resta sempre molto difficile. Airgest è indebitata, Gesap sta bene.

Ed è scontato che quest’ultima non voglia accollarsi i guai della società di Birgi. Qualche giorno fa c’è stata una riunione con un nulla di fatto, anche se il presidente di Airgest Paolo Angius dice che il dialogo procede bene. Airgest e Gesap si sono riavvicinate dopo la possibilità avanzata nelle scorse settimane di una fusione in un unico polo aeroportuale tra Birgi e la società di gestione dell’aeroporto di Catania. Da lì, stretta un po’ a tenaglia, la Gesap ha deciso almeno di provare a capire se ci sono i termini, e se le conviene soprattutto, per un polo aeroportuale della Sicilia Occidentale, come vorrebbe il Governo regionale. Ci sono però difficoltà insormontabili. Tra tutti la situazione debitoria di Airgest, che nonostante le ricapitalizzazioni della Regione, socio unico della società, perde ogni mese circa 400 mila euro. Un trend che va verso il rischio della liquidazione della società se la fusione non avviene in tempi rapidi. Ma sarà difficile, molto difficile. Lo stesso presidente di Airgest, Paolo Angius, ha spiegato più volte che occorrono dei mesi.

Nei giorni scorsi l’assessore regionale alle infrastrutture Marco Falcone ha incontrato i sindaci dell’agro ericino e ha spiegato un po’ di cose sulla trattativa Airgest-Gesap. Intanto Airgest ha un buco di bilancio di 4 milioni di euro che non piace a Gesap. Per l’assessore regionale il buco si colma riprogrammando il servizio handling, l’assistenza ai mpasseggeri, alle operazioni di pista, pulizia, servizi di scalo, bagagli, merci, posta e altro. A Birgi questi servizi costano circa 2 milioni di euro l’anno, mentre una fusione con palermo ridurrebbe i costi in un’ottica di economia di scala. Inoltre 500 mila euro verrebbero risparmiati dall’accorpamento delle poltrone del cda e costi amministrativi.

IL FORFAIT DI TRANCHIDA
In tutto ciò il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, ha deciso di non partecipare al tavolo istituito dal presidente Nello Musumeci. Una decisione presa proprio in polemica con il governatore siciliano che secondo Tranchida "non accetta la collaborazione istituzionale". In più c'è quello che il sindaco di Trapani definisce "volgare attacco ricevuto" quando Musumeci lo avrebbe definito "sindaco indegno".

 

PASSEGGERI ANCORA IN CALO
Sono numeri inesorabili e decisamente molto negativi quelli certificati e diffusi da Assoaeroporti, l'associazione degli aeroporti italiani, per il "Vincenzo Florio" di Birgi. Il mese scorso la diminuzione dei passeggeri è stata del 10,7% in meno rispetto allo stesso mese del 2018. Un dato che è però in controtendenza rispetto all'andamento registrato in generale negli scali italiani che è in crescita complessivamente del 4,7%.


I numeri del 2019 dicono che nei primi quattro mesi a Birgi sono transitati 134.863 passeggeri, una diminuzione del 13,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando il segno negativo era però stato decisamente più drammatico con un -59,9% rispetto ai primi quattro mesi del 2017.
Nello specifico ad aprile a Birgi sono passati 29879 passeggeri, mentre i movimenti tra partenze e arrivi sono stati in tolate 416, con un calo dell’8% in meno rispetto al 2018.

NUOVI VOLI?
Nel frattempo si aspetta il 7 giugno per capire come è andata a finire la seconda puntata della trattativa negoziata per i voli su Birgi. Sono quei voli messi a bando dall’unione dei comuni che hanno ottenuto il finanziamento dalla Regione e che vede il Comune di Marsala ente capofila. La trattativa privata arriva dopo il flop del bando pubblico, e si dovrebbe scoprire quali delle 22 rotte rimaste non aggiudicata possono essere assegnate. A questa trattativa non ha partecipato Ryanair.
Ma ormai la stagione estiva 2019 è andata. Si prevedono dati negativi e un aeroporto deserto.


Al momento i voli su Birgi sono quelli di Ryanair per Bergamo 4 giorni a settimana, per Karlsruhe Baden-Baden, il lunedì e venerdì, per Praga, il martedì e il sabato, per Francoforte Hann, il mercoledì e il sabato. Alitalia effettua il Roma Fiumicino e Milano Linate giornaliero con una frequenza al giorno. Danish Air Transport per Pantelleria un volo giornaliero due frequenze al giorno. Blu Air per Torino dal 15 giugno, il martedì, mercoledì, giovedì e sabato. E poi i charter di Corendon per Amsterdam, il giovedì e la domenica.


Nei giorni scorsi è stato presentato il volo charter da Birgi a Sharm el Sheikh. Nulla di eclatante, il tour operator palermitano Travel Business Insider organizza dei pacchetti turistici per la meta egiziana ed effettuerà i voli da Birgi con Egypt Air. Una iniziativa che porta qualche soldo all’Airgest, ma nessun visitatore in più in provincia di Trapani.

 

 



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