19/06/2019 06:00:00

Bulgarella, tutto archiviato: cade anche l'accusa di truffa per l'imprenditore di Trapani

 Come dire, abbiamo scherzato. E tante scuse. Solo che nel mezzo ci sono sei anni di indagine, un tritacarne mediatico - giudiziario, e accuse gravissime che hanno inciso non solo sull'immagine dell'imprenditore più noto di Trapani, ma su tutta l'economia trapanese in generale.

Per Andrea Bulgarella cade anche l'ultima accusa, quella di aver tentato di truffare Unicredit, per avere trattamenti di favore nell'esposizione debitoria del suo gruppo con la principale banca italiana. La procura di Milano ha chiesto l'archiviazione, che il Gip ha accordato, con pochi giri di parole, accogliendo in pieno le tesi della difesa, e anzi, sottolineando la verità di quello che Bulgarella ha sempre sostenuto: nessuna combutta con i vertici di Unicredit, piuttosto uno scontro durissimo per avere riconosciute spettanze che gli erano dovute e che la banca negava.

Ma come mai l'archiviazione arriva da Milano? Il fascicolo dell'indagine su Bulgarella ha fatto un giro molto largo. Tutto comincia a Firenze, nel 2013. Lì, la Procura antimafia decide di indagare l'imprenditore, che tra Pisa e Livorno ha notevoli interessi economici e alberghi di lusso, con l'accusa di utilizzare capitali mafiiosi e relazioni con Cosa nostra per la sua attività imprenditoriale di successo. Tutto diventa di dominio pubblico quando Bulgarella subisce una perquisizione a casa e negli uffici. Con lui, è indagato il numero due di Unicredit, Fabrizio Palenzona. La vicenda arriva nelle prime pagine di tutti i giornali. Solo che è un po' campata in aria, come indagine: si basa su vecchi articoli di giornale, omonimie, intercettazioni sballate, perizie non affidabili. Insomma, l'anno scorso arriva l'archiviazione, da Firenze, per le gravi accuse di riciclaggio con l'aggravante mafiosa. Resta in piedi la truffa ad Unicredit. Ed ecco che le carte passano, per competenza territoriale, a Milano, dove Unicredit ha sede. Lì, il pm non fa che accogliere l'impianto dell'archiviazione di Firenze, valutare che in effetti non c'era alcuna combutta tra i vertici del gruppo Bulgarella e quelli di Unicredit, e che, anzi, Bulgarella contestava costi che gli erano attributi sugli interessi passivi. Altro che appropriazione indebita. Quindi, fine delle indagini per Andrea Bulgarella, il suo socio Federico Tumbiolo, Giuseppe Sereni e lo stesso banchiere Fabrizio Palenzona.

Ad archiviare il caso è stato il gip di Milano Manuela Cannavale.  “La giustizia ha fatto il suo corso, spazzando via accuse inconsistenti”, hanno commentato le difese. Il giudice ha accolto la richiesta proposta dal pm Cristian Barilli che ha aderito alle argomentazioni contenute nelle memorie delle difese “per manifesta infondatezza della notizia di reato” e “radicale insussistenza” delle accuse, hanno spiegato in una nota gli avvocati Giulia Padovani, Francesco Marenghi e Andrea Bottone, difensori dell’imprenditore Bulgarella, di Tumbiolo e di Sereni. “Si tratta della fine annunciata, sebbene troppo a lungo attesa, – prosegue la nota – anche di questa rilevante costola dell’indagine avviata dalla Procura di Firenze, già archiviata dal gip del Tribunale di Firenze in relazione ad altre gravi e altrettanto infondate accuse”. “La giustizia – proseguono i legali – ha compiuto il suo corso, spazzando via accuse inconsistenti, riconoscendo che, anche in questo caso, il Gruppo Bulgarella e i suoi amministratori e dipendenti hanno sempre e indiscutibilmente tenuto comportamenti limpidi e specchiati”.