20/06/2019 13:27:00

Marsala, il processo al carabinere accusato di favoreggiamento a tre rapinatori

 E’ ormai in dirittura d’arrivo, davanti il Tribunale di Marsala, un processo che tra gli imputati vede anche un brigadiere dei carabinieri, Antonino Giacalone, 56 anni, marsalese, insieme a tre romeni accusati di rapina e lesioni ai danni di una coppia mazarese.

Il sottufficiale dell’Arma, in servizio al Norm di Mazara, deve difendersi dall’accusa di favoreggiamento. All’indomani della violenta rapina commessa (secondo l’accusa, dai tre romeni) all’interno di un’abitazione al civico 10 di via Enzo Ferrari, il brigadiere Giacalone, alla richiesta del suo comandante di riferire se su un suo terreno, o nella sua disponibilità, c’erano dei romeni, avrebbe prima negato la circostanza e poi detto che in ogni caso non era in grado di rintracciarli.

In tal modo, secondo l’accusa, avrebbe aiutato i tre presunti rapinatori ad eludere le indagini. La drammatica rapina in abitazione è datata 25 gennaio 2013, quando Costantin e Pavel Dogariu, rispettivamente di 37 e 27 anni, con volto coperto da passamontagna, fecero irruzione nell’abitazione di Attilio Cardinale, 61 anni, e Antonina Asaro, di 59, sfondando con un tufo una porta-finestra e allo scopo di rapinare la coppia la pestarono selvaggiamente. Mentre Ionut Dogariu, 28 anni, attendeva fuori dall’abitazione. Dopo aver picchiato le vittime, i due rapinatori si impossessarono di un borsello contenente documenti personali, denaro, carte di credito e una telecamera. Le percosse provocarono ad Attilio Cardinale lesioni al capo e alle costole che i medici giudicarono guaribili in 20 giorni, mentre per Antonina Asaro la prognosi fu di 10 giorni. A difendere i tre presunti rapinatori romeni sono gli avvocati Stefano Pellegrino e Arianna Rallo, mentre il legale del brigadiere Giacalone è l’avvocato Maurizio D’Amico. Un anno fa, le due vittime hanno ripercorso quei drammatici momenti nelle prime battute del processo, che adesso è in fase di 507 cpp. E cioè la richiesta di ammissione delle ultime prove, da parte di accusa e difesa, prima della “discussione” (requisitoria del pm e arringhe dei legali) e della sentenza.