23/06/2019 06:00:00

Acquacoltura allo Stagnone, Pipitone (Legambiente): “Ecco perché adesso siamo d'accordo”

 Letizia Pipitone, presidente del circolo Legambiente di Marsala-Petrosino. Nei giorni scorsi c'è stata una conferenza sul progetto AcquaSal allo Stagnone. Un progetto molto discusso, e divisivo anche. Perchè la conferenza?

 

La conferenza nasce dal tentativo di discutere apertamente di discutere su una questione che ha sollevato molte perplessità. Secondo noi c'erano di fondo dei malintesi, perchè c'era stato un deficit di comunicazione da parte del Comune che non ha saputo spiegare bene di cosa si tratta. Evidente mente la parola acquacoltura nel nostro territorio ispira preoccupazione. Anche noi siamo stati preoccupati.

 

Perchè la prima immagine che viene in mente quando si parla di acquacoltura è l'Isola Lunga e il disastro che si è fatto in passato con quel progetto.

 

Anche a noi veniva in mente questa immagine, tant'è che eravamo pronti a fare le barricate.

 

Però avete cambiato idea, adesso siete favorevoli al progetto, perchè?

 

Prima di partirsi con spirito oppositivo, è evidente che ti devi documentare. Il fatto che vi fosse l'università di mezzo non che sia la garanzia della bontà del progetto, ma perchè l'università si mette in mezzo in progetti industriali di acquacoltura? Ci siamo documentati e abbiamo scoperto che si tratta di un progetto che ha nel quinquennio una natura prettamente scientifica, di studio, che è finanziato dalla Regione Siciliana, assessorato della pesca. Un progetto che ha due ricadute positive sul territorio. Il ripristino della salina Genna e la realizzazione di un laboratorio scientifico universitario a Villa Genna. Poi superato il quinquennio si discuterà se la Laguna dello Stagnone sia il luogo adatto per un progetto di sfruttamento di tipo commerciale. Allo stato non vi è nulla di tutto questo. Si tratta di acquacoltura “estensiva”, cioè senza uso di alcun fertilizzante.

 

Chi è contrario al progetto, come Massimo Fundarò, sostiene che lo Stagnone ha bisogno di ben altri interventi.

 

Su questo siamo d'accordo. Lo Stagnone ha bisogno di tanti altri interventi. Questo progetto non è l'intervento che risolve i mali dello Stagnone. Ma si tratta di denaro pubblico che, se non si realizza il progetto, dovrà essere restituito all'Europa perdendo l'occasione di recuperare dei beni paesaggistici della laguna, come la salina Genna, all'interno del quale si realizzerà un percorso ciclopedonale, e sarebbe l'unico. Ci lascia basiti che su tutte le questioni di degradi e di mala gestio della Riserva dello Stagnone nessuno alza il tono, e su un progetto che tutto sommato non lede l'equilibrio dello Stagnone si sia alzato questo polverone. Per noi è stata l'occasione per parlare dei problemi dello Stagnone. Auspichiamo che i tanti avversari venissero poi a darci una mano a discutere sulle questioni dello Stagnone, dalla tutela alla gestione, ai kite, ai chioschi all'abusivismo edilizio. Mi fa piacere che Fundarò dice che ci sono altri problemi allo Stagnone e spero che sia presente quando verranno affrontati.