La Mafia ama la Lira: ancora usata come moneta parallela
I minibot proposti da Salvini e dalla Lega restano al momento solo un’ipotesi, ma in Italia potrebbe esserci un’altra valuta alternativa in circolazione.
Si tratta della vecchia Lira moneta andata fuoricorso nel febbraio 2002, ma apparentemente ancora utilizzata dalla Mafia. Un ufficiale della Guardia di Finanza, citato dalla versione online di Boomberg, storica rivista finanziaria statunitense, afferma che gli affiliati a Cosa Nostra sono ancora soliti usare le vecchie banconote, ma non è dato sapere se e come queste vengano poi convertite in euro. Stando alla vigente normativa, infatti, non è più possibile chiedere alla Banca d’Italia il cambio delle lire in Euro, a meno che non sia stata effettuato tra il dicembre 2011 e fine febbraio 2012 per alcune serie specifiche di banconote.
“Stiamo ancora scoprendo grandi quantità di lire in circolazione – ha affermato Giuseppe Arbore della Guardia di Finanza nel corso di una recente audizione presso la Commissione Finanze e Tesoro del Senato. Le lire sono ancora parte integrante delle transazioni “illecite” compiute dalle varie organizzazioni criminali presenti sul territorio italiano. L’ufficiale della GdF, però, non ha voluto fornire ulteriori dettagli sulla questione, affermando che c’è ancora un’indagine in corso. Stando alle dichiarazioni di Arbore, però, le lire sarebbero utilizzate per concludere delle transazioni tra i vari affiliati, anche se le banconote sono fuori corso legale.
Che la mafia e le altre organizzazioni criminali del nostro Paese siano ancora molto legate alla vecchia valuta non è affatto una novità. Già nel 2012, l’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia aveva lavorato a stretto contatto con la DIA (la Direzione Investigativa Antimafia) per analizzare flussi di transazioni sospette. In quel periodo, come detto, la Banca d’Italia accettava nuove richieste di cambio Lira-Euro. Probabile che alcuni affiliati alle varie organizzazioni criminali del nostro Paese – o alcuni prestanome – ne abbiano approfittato per cambiare grandi quantità del vecchio conio e ottenere così moneta spendibile sul mercato.
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