19/07/2019 06:00:00

Gli operatori turistici di San Vito: “Stagione partita male. Marina Bay? Un ecomostro"

I controlli ai ristoranti, le strutture ricettive abusive, e il mega progetto del Marina Bay che rischia di stravolgere l’ecosistema. A San Vito lo Capo esiste da tempo l’Associazione degli operatori turistici che raggruppa circa 120 tra ristoratori e albergatori, e che è un attento osservatorio su quello che succede nella meta turistica per eccellenza della provincia di Trapani. Presidente dell’associazione è Melchiorre Miceli, ristoratore, portavoce del gruppo di operatori turistici. Come sta andando la stagione estiva?

L’inizio della stagione non è andata bene per diversi motivi. Intanto non ci sono state condizioni meteo positive. E poi la crisi dell’aeroporto di Trapani Birgi ha fatto il resto. In particolare maggio è stato al di sotto delle aspettative. Mancando i voli dal Nord Europa sono venuti meno i turisti che si spostano nei mesi della bassa stagione.


Eppure tutti dicono che San Vito, meta turistica per eccellenza della provincia di Trapani, non soffre la crisi dell’aeroporto di Birgi perchè quello di Palermo non è molto distante, anzi è anche più comodo da raggiungere.

Sì, ma qualsiasi via di comunicazione nuova si apre è sempre positiva. San Vito è una località turistica, e avere più opportunità di accesso è sempre cosa buona. E’ vero che San Vito è nata e cresciuta con i flussi dell’aeroporto di Palermo, ma non guasta un’altra strada di accesso che possa portare visitatori

Ci sono stati molti controlli in questo periodo ai ristoranti e alle strutture ricettive?

Sì, molti. San Vito è sempre sotto l’attenzione delle forze dell’ordine che, giustamente, devono fare i controlli sulla qualità dei prodotti.

Che ci dice dell’abusivismo? Ci sono molte strutture ricettive irregolari?

Sì, come in ogni città. E’ un fenomeno molto presente. Dai dati della tassa di soggiorno e gli arrivi emerge che c’è una bella fetta di ospiti non registrati. La tassa di soggiorno ogni anno è in media di 650 mila euro, riscossa dal Comune, mentre gli arrivi certificati sono 600 mila. Si stima che circa il 70% dei flussi sia non censito.

 

 

La Cgil giorni fa ha denunciato lo sfruttamento del lavoro nero nei ristoranti della provincia di Trapani. L’associazione ristoratori trapanesi non ha gradito la generalizzazione del sindacato e ha rimarcato che la maggior parte dei ristoranti mette in regola i lavoratori perchè solo così può avere qualità.

Sono d’accordo con i ristoratori trapanesi. Bisogna dire che di personale qualificato se ne trova sempre meno, abbiamo difficoltà a reperirlo. Non so a cosa sia dovuto. Penso però che le nuove norme in tema di lavoro stagionale e i sussidi come il reddito di cittadinanza, per dei lavoratori stagionali, abbiano penalizzato noi che vogliamo assumere del personale qualificato.

A San Vito lo Capo continua ad esserci il rischio di una cementificazione selvaggia per il progetto Marina Bay. Un progetto faraonico che stravolgerebbe il porto e la spiaggia della cittadina, ma creerebbe un resort enorme e nuovi posti di lavoro. Che posizione avete?

Siamo fortemente contrari al progetto Marina Bay. Siamo contrari nel merito, per come è strutturato, per quello che viene previsto, perchè non è un progetto calato nel contesto ambientale, perchè non è in sintonia con il principio di ecosostenibilità a cui puntiamo da anni. San Vito è in un contesto di tutela ambientale e di un turismo che punta al rispetto del paesaggio. In confronto il progetto Marina Bay è un ecomostro. Non apporta migliorie al territorio e ha uno scopo speculativo. Non è un progetto supportato da studi.

Insomma, farete le barricate su questo progetto. Tra l’altro sembra che tutti a San Vito, dalle istituzioni, alle associazioni, ai cittadini, siano contrari al progetto.

Siamo contrari nel merito e San Vito è compatta in questo, nella tutela del nostro territorio. Abbiamo infatti lanciato uno slogan come operatori turistici: “Per San Vito un futuro ecosostenibile, non un ecomostro senza futuro”. Siamo vigili e attenti sulle sorti del progetto.

San Vito ha bisogno di altro, non di qualcosa di così invasivo che stravolgerebbe la cittadina.

La costa e il porto di San Vito soffrono diverse criticità. Tra tutte l’erosione della spiaggia e il porto insabbiato. Ogni due anni è necessaria l’escavazione dei fondali e il ripascimento della spiaggia. Altra criticità è quella dell’atrofizzazione delle acque, perchè uno dei due moli in sostanza chiude il golfo. E il progetto Marina Bay se ne frega di questi problemi. Non serve un resort e progetti faraonici. Abbiamo il problema dell’approvvigionamento idrico, abbiamo una rete idrica sottodimensionata rispetto allo sviluppo che il territorio ha avuto.