Sciopero della vigilanza privata in Sicilia, giovedì a Palermo un sit-in
Scioperano anche in Sicilia i lavoratori della vigilanza privata. I sindacati regionali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, guidati da Monja Caiolo, Mimma Calabrò e Marianna Flauto, confermano l’adesione allo sciopero nazionale, per l’intero turno lavorativo nelle giornate dell’1 e del 2 agosto, dei lavoratori impiegati nei servizi pubblici essenziali in attività diverse dai servizi di sicurezza aeroportuale, proclamato con comunicazione del 28 giugno scorso delle Federazioni nazionali.
In Sicilia i lavoratori che aderiranno in tutto il territorio regionale effettueranno il primo agosto, giovedì, un sit-in davanti ai locali della prefettura di Palermo dalle 9 alle 13. Sono circa 10 mila gli addetti al settore nell’Isola.
“Rinnovare un contratto – spiega Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia - non vuol dire peggiorare le condizioni e le tutele dei lavoratori del settore della sicurezza che già vivono una condizione lavorativa difficile e molto rischiosa. Le controparti – prosegue - chiedono orari superflessibili ,mano libera sui tempi determinati, una modifica del trattamento di malattia ed una proposta salariale insufficiente.
Queste proposte vengono ritenute inaccettabili ed è per protestare contro queste proposte assolutamente irricevibili che abbiamo proclamato lo sciopero a livello nazionale. Auspichiamo una pronta ripresa del tavolo di confronto - continua Marianna Flauto - con l'obiettivo di rinnovare il contratto della sicurezza nell'interesse di tutti gli addetti del settore, guardie giurate e addetti alla sicurezza non decretati. Chiederemo al Prefetto di vigilare sulla corretta applicazione del contratto e di sanzionare tutte quelle aziende che operano in dumping non rispettando le regole. Oggi il fenomeno degli appalti aggiudicati al massimo ribasso, e parliamo anche di appalti pubblici, favorisce proprio queste pratiche pericolose che mettono in discussione diritti e salario.
Bisogna intervenire su due fronti, da un lato il rinnovo contrattuale che garantisca a tutti i lavoratori del settore un salario dignitoso e norme contrattuali che tutelino veramente il lavoro, dall'altro sulle Prefetture e sul governo affinché si chiariscono le regole e si facciano applicare”.
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