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20/08/2019 06:00:00

Donna muore in una casa di cura di Marsala. E' mistero sulla causa

Un donna è morta nella casa di cura "S. Caterina" di contrada Addolorata a  Marsala, ma è mistero sulla causa. La donna, 74enne, M.P.R. nazionalità tunisina ma di orgrigine iraniana, secondo il medico del 118 è morta per arresto cardicircolatorio.

La figlia della donna però vuole capire cosa sia successo e per questo, dopo essersi rivolta ad un legale, l’avvocato Vincenzo Forti, ha presentato una denuncia-querela in Commissariato e chiesto alla magistratura di disporre l’autopsia.  La donna morta era affetta da “morbo di Parkinson” e non autosufficiente, M.R.P., scrive la figlia nella sua denuncia, era stata affidata alla casa di cura lo scorso 11 agosto. Doveva rimanerci una decina di giorni.

E qui, le doveva essere somministrato, cinque volte al giorno e ad ogni tre ore, un farmaco “salvavita”. Ma la figlia mette in dubbio che ciò sia realmente e sempre avvenuto. Sottolineando di avere consegnato, al momento del ricovero, al responsabile della casa di cura la terapia da somministrare con i relativi orari. “Nei giorni seguenti – aggiunge – sono andata a trovare mia madre, sia in orari antimeridiani che pomeridiani, notando, il 14 agosto, che mia madre si presentava in condizioni igieniche precarie, infatti si trovava a letto con muco in gola, negli occhi, e la testa non poggiata bene sul cuscino da aiutare la respirazione.

Inoltre, sono stata nella struttura dalle ore 11 alle 13:40 e non ho visto somministrare i farmaci salvavita a mia madre che erano previsti in terapia alle 12. Ho chiesto e mi hanno riferito che i farmaci erano stati somministrati, sicuramente in orari diversi da quelli imposti nella terapia. Inoltre, ho notato che mia madre quel giorno era in uno stato di sonnolenza e molto afflosciata, ma il personale infermieristico mi ha riferito che forse era per il troppo caldo, tuttavia non avevano somministrato alcun farmaco per farla dormire”.

Intanto, pare che i carabinieri abbiano già acquisito le immagini registrate dalle telecamere del circuito interno di video-sorveglianza se e quando sono stati somministrati i farmaci salvavita. La figlia, poi, conta molto sull’esito dell’eventuale autopsia, in relazione alla quale l’avvocato Vincenzo Forti dichiara: “Mi auguro che per farla disporre non sia necessario fare intervenire nuovamente il programma televisivo Le Iene”.