24/08/2019 06:00:00

La storia dei dipendenti pubblici siciliani, sono tanti e tutti "bravissimi"

 Non toccate il dipendente pubblico, non dubitate mai della sua competenza, della sua utilità e della dedizione con cui assolve il proprio compito. Anche in Sicilia, dove i dipendenti pubblici sono tanti, tantissimi, un esercito. E dove gli ultimi dati della Corte dei Conti stanno suscitando moltissime polemiche. A mettere ancor più benzina sul fuoco i premi di produzione ai dirigenti regionali.

Cosa è successo?
Qualche giorno fa è stato diffuso dal Centro studi Pio La Torre la relazione della Corte dei Conti, sezione Autonomie, sui dipendenti degli enti locali in Sicilia.
Il documento si occupava dei dipendenti regionali, soprattutto, e li classificava come “troppi e poco qualificati”.
In Sicilia, per venire subito ai numeri, ci sono ogni mille abitanti 8,8 dipendenti comunali, 0,89 dipendenti provinciali e 2,97 dipendenti regionali.
I dipendenti degli enti locali sono circa 13 ogni mille abitanti: uno ogni cento persone.


I dati della Corte dei Conti dicono anche che in Sicilia ci sono più dipendenti regionali che in tutto il Nord Italia. I dipendenti di Palazzo d’Orleans sono 14.921 unità, circa 500 in più rispetto tutto il Nord Italia.
Chi difende i numeri esagerati dei dipendenti regionali trova la giustificazione del fatto che la Sicilia sia una regione “autonoma”. I giudici contabili però smentiscono questa spiegazione: "La dimensione degli organici solo in parte trova giustificazione nella titolarità - per via dell’autonomia differenziata di cui gode la Regione siciliana - di funzioni altrove allocate a livello 'statale'".


Tornando un attimo ai numeri c’è il nodo dirigenti.
Perche anche questi sono tanti, in proporzione. Il rapporto tra i dirigenti e i dipendenti semplici è di 1 a 10. Ogni dirigente regionale siciliano guida un gruppo di 10 dipendenti, in teoria. Ma sappiamo bene che ci sono uffici con molti funzionari e un solo dirigente, e settori in cui sembrano essere tutti dirigenti. Per fare un paragone con il Trentino Alto Adige la proporzione è di un dirigente ogni 47 dipendenti.


La Sicilia gode quindi del primato del numero dei dirigenti in rapporto ai dipendenti, anche confrontando il numero con la media delle regioni a statuto speciale, in cui il rapporto medio è di 1 a 13, e in tutte le regioni italiane in media c’è un dirigente ogni 16 funzionari.
Sempre la Corte dei Conti dice una cosa importante sui dipendenti pubblici locali. "Il settore pubblico è stato, invece, storicamente piegato, attraverso un uso distorto delle politiche assunzionali, a supplire all’incapacità del tessuto produttivo di assorbire la forza lavoro espressa nella Regione. Ne è derivata la chiusura alle opportunità di reclutamento attraverso le ordinarie procedure concorsuali e meritocratiche, sostituite da lunghi e complessi percorsi di stabilizzazione del personale precario, tuttora condizionanti le politiche del personale e la legislazione in materia, con il conseguente innalzamento dell’età anagrafica del personale in servizio e - proseguono i magistrati contabili- l’inevitabile creazione di una vera e propria frattura generazionale”.

Insomma, ci sono nella pubblica amministrazione siciliana tanti dipendenti, più del normale, e sono pure una casta, non c’è spazio per un ricambio generazionale trasparente e soprattutto meritocratico.


Poi ci sono i Comuni e le ex Province.
I dipendenti non dirigenti dei Comuni, secondo le ultime stime di fine 2017, sono 44 mila, di questi 11 mila sono precari. La Sicilia è la prima regione in Italia per dipendenti comunali precari. Basta un dato: l’83% dei dipendenti precari o lavoratori socialmente utili italiani sono siciliani. A differenza di quanto accade in Regione, nei comuni c’è una sproporzione al contrario tra dirigenti e dipendenti. Il dato è di 1 dirigente ogni 75 dipendenti. Nel 2017, rispetto al 2015, c’è stato infatti un aumento del ricorso ai dirigenti esterni, nei Comuni siciliani, del 27%.


E nelle ex Province? Questi enti disgraziati finiti nel limbo dell’abolizione mai completata ai tempi di Crocetta, come sono messi? Ovviamente i tagli ai trasferimenti, e la lenta ma progressiva dismissione degli enti intermedi ha determinato la diminuzione dei dipendenti. Ma se a livello nazionale, in media, la riduzione è stata del 30%, in Sicilia soltanto del 15% in tre anni.

A proposito di dirigenti regionali.
Nonostante tutto, nonostante molti pasticci, come ad esempio quello che si è creato con i fondi europei bloccati dall’Unione Europea per le forzature regionali sulle spese comunitarie, dicevamo, i dirigenti generali della Regione Siciliana sono stati promossi a pieni voti e hanno ottenuto i bonus di produttività.
La giunta regionale guidata da Nello Musumeci ha, infatti, approvato al relazione sulla performance 2018 che dà diritto a indennità suppletive ai dirigenti: 6 mila euro di bonus.
Non male. Al momento le valutazioni si sono completate per il 72% dei dirigenti. Ma i risultati finora sono da Regione top. Al momento soltanto un dirigente generale su 34 è stato valutato, ma al massimo con 100% di performance. Massimo dei voti anche per gli 8 dirigenti di seconda fascia. Dei quasi 1200 dirigenti di terza fascia sono stati valutati in 888, e di questi il 94,54% ha preso voti eccellenti, tra il 9.1 al 10.
Eppure, non più tardi di tre anni fa, sulla base del rapporto Eqi (European quality index) stilato dalla Commissione europea, la rielaborazione del rapporto vergata dalla Cgia di Mestre bollò la pubblica amministrazione dell’Isola come tra le peggiori d’Italia e delle regioni europee (185esimo posto su 206).


Questi dati sulla pubblica amministrazione siciliana ha ovviamente scatenato il dibattito politico.
“Bravi, bravissimi, praticamente perfetti. Peccato che di tutta questa efficienza si accorga, puntualmente, solo l’ufficio paga della Regione, mentre di essa non c’è la più flebile traccia nell’operato degli apparati regionali, anzi”. Lo ha dichiarato il deputato M5S e Vicepresidente all’Ars Giancarlo Cancelleri, che così commenta la pioggia di giudizi positivi, e conseguenziali pesanti bonus in arrivo in busta paga, per i dirigenti regionali, deliberata dalla giunta Musumeci.


“Questo – afferma il deputato dei 5stelle – è l’ennesimo schiaffo a chi non arriva a fine mese, un assurdo malcostume che denunciamo da anni, senza che nulla sia mai cambiato, anche con il governo Musumeci che, come i precedenti, ha praticamente dato il via libera a giudizi fasulli che assolutamente nulla hanno a che fare con le performance effettivamente rese”.
A Cancelleri ha replicato l’assessore alla Funzione pubblica Bernadette Grasso.

“Quante bugie e quanta ignoranza sulla vicenda del bonus ai dirigenti regionali. L’attuale assegnazione della premialità, infatti, non è stata decisa dal governo Musumeci, ma è frutto di un sistema vecchio di dodici anni, estremamente limitato e poco efficace. Tanto che abbiamo già provveduto a innovarlo totalmente. Il nuovo meccanismo è entrato in vigore quest’anno e produrrà, quindi, i suoi effetti dal 2020, adeguandosi così alla legislazione vigente e alle richieste formulate negli ultimi anni dalla Corte dei conti. Viene introdotto all’interno della ‘macchina’ Regione un processo di valutazione integrato che sarà aggiornato annualmente”.


Sulla relazione della Corte dei Conti sui dipendenti pubblici siciliani è intervenuto anche il presidente della Regione Nello Musumeci. “Non è vero che abbiamo più dipendenti pubblici della Lombardia, perché non si dice che nell’Isola alcune funzioni che nella penisola sono esercitate dallo Stato vengono esercitate dalla Regione. Negli uffici del Lavoro ci sono dipendenti regionali, così come in quelli della Motorizzazione e dei Beni culturali. È chiaro che se trasferisci queste funzioni il numero dei dipendenti regionali aumenta”.