25/08/2019 06:00:00

Vendemmia 2019, a Marsala uva di ottima qualità. Ma continua la crisi, ecco le previsioni

 Per i viticoltori del Marsalese e dintorni, quest’anno, il raccolto sarà meno abbondante rispetto a quello dello scorso anno, che del resto è stato un anno record sul piano della quantità, ma almeno la qualità si preannuncia buona.

Anzi, “eccellente” dice il presidente della Cantina sociale Paolini, Gaspare Baiata. Il calo di produzione dovrebbe attestarsi tra il 30 e il 35% rispetto al 2018. Ma rispetto alle normali annate sarà del 10/15%. Il calo riguarda soprattutto le uve bianche. In particolare, su catarratto e grillo. Per quanto riguarda, invece, le uve nere, il calo di produzione sarà, percentualmente, circa la metà rispetto alle bianche. Intanto, proprio in ragione delle condizioni climatiche registrate tra la primavera e l’estate, dopo circa trent’anni, l’avvio della vendemmia torna ad essere un po' più tardivo. Di almeno una decina di giorni. Per molte varietà, a cavallo tra la vigilia e l’inizio del mese di settembre. Non più, dunque, a metà agosto. “E nell’entroterra, come ad esempio nella zona di Salemi – dice Baiata – prima del 7 o 8 settembre non si inizierà a vendemmiare”. Questo perché ha piovuto tanto nel periodo primaverile e poi perché la maturazione dell’uva è stata un po' più lenta del solito in quanto il grande caldo è arrivato in ritardo.

In questi giorni, quindi, molti viticoltori preferiscono aspettare ancora un po' prima di cominciare a raccogliere il frutto di un anno di faticoso lavoro proprio per dare tempo alle loro uve di maturare a dovere. “Una qualità come questa – continua Baiata – non si aveva da almeno 15 anni. C’è la massima espressione di profumo, colore, grado zuccherino. C’è una maturazione completa. Ciò perché quando la maturazione si allunga, c’è la possibilità che la pianta si organizzi meglio sul piano biologico e botanico. E quindi arriva al massimo della sua espressione. E questi 10 o 15 giorni di ritardo non fanno altro che arricchire la pianta e perfezionare la maturazione del prodotto”.

Anche per Nicolò Vinci, presidente della Cantina sociale Europa, “la qualità è nettamente migliorata rispetto all’anno scorso”. E pure i soci di questa cantina, i cui vigneti sono nel versante sud marsalese e nella zona di Petrosino e Mazara, hanno posticipato l’avvio della vendemmia. Anche loro, infatti, visto il grande caldo di queste ultime settimane, hanno preferito attendere ancora un po' prima di iniziare la raccolta. “L’unica differenza tra i nostri viticoltori e quelli del versante nord o dell’entroterra marsalese – spiega Vinci – è che i nostri, che hanno molti vigneti sulla fascia costiera che va da Petrosino a Mazara, hanno subito dei forti danni dalle ondate di scirocco del periodo pasquale.

Questo forte vento ha ridotto la produzione”. In questo contesto, rimane la questione di fondo. E cioè che fino a 30 o 40 anni fa i viticoltori erano tutto sommato economicamente benestanti (non avevano grosse difficoltà a mantenere i figli all’università o a costruire loro una casa), mentre adesso devono tirare la cinghia. “Soprattutto negli ultimi dieci anni – dice Nicolò Vinci – molte cose sono cambiate. La prima è che adesso dobbiamo competere con un mercato globale. Negli anni, poi, c’è stato esodo dei catastini (diritti di impianto, ndr), venduti in Veneto. Con la conseguenza che i veneti producono da 400 a 500 quintali per ettaro. Quantitativi, quindi, esorbitanti. Con giacenze enormi proprio in una regione dove c’erano i nostri primi clienti per la vendita del vino sfuso. A mio avviso – conclude – se non ci specializziamo nel biologico o con prodotti di nicchia e vini a denominazione Sicilia, purtroppo i nostri agricoltori si troveranno sempre di più a fare i conti con la fame”. Come, del resto, si stanno già abituando a fare.