04/09/2019 06:00:00

Denise Pipitone: la storia, le indagini, il processo. Una verità ancora lontana

Sono trascorsi pochi giorni dal 1 settembre, giorno del 15° anniversario della scomparsa di Denise Pipitone a Mazara del Vallo. I suoni genitori Piera Maggio e Piero Pulizzi dopo tutti questi anni non si arrendono e continuano a lottare per Denise e per una verità che non è mai stata raggiunta, nonostante quella processuale.

Coloro che hanno sequestrato Denise, coloro che sanno e non parlano, coloro che potevano e non hanno fatto, sono dei vigliacchi". Lo hanno detto proprio i genitori di Denise in occasione dei 15 anni dal rapimento della figlia.
 

La scomparsa di Denise – La piccola che il 1° settembre 2004 non aveva compiuto quattro anni, giocava con i cuginetti, in strada, a pochi metri dalla casa della zia materna e quella della nonna che stava preparando il per pranzo. Denise si trova in via la Bruna, in attesa che la nonna la chiami. Mancano 15 minuti alle 12. È l'ultima volta che qualcuno la vede.

Le ricerche e le segnalazioni - Iniziano le ricerche. Tutti i giornali e le tv italiane parlano di Denise, si mobilita anche la trasmissione televisiva ‘Chi l'ha visto?'. La famiglia e le forze dell'ordine ricevono decine di segnalazioni. Il 18 ottobre del 2004, più di un mese dopo la scomparsa, una guardia giurata in servizio per un istituto di vigilanza, segnala di aver visto davanti alla banca di Milano , un gruppo di nomadi con dei bambini, una dei quali somiglia in modo impressionante a Denise. La Tv trasmette il video delle telecamere di videosorveglianza che mostrano una bimba dell'età della piccola Pipitone che chiede a un'adulta, presumibilmente, la madre: "Dove mi porti?". La donna la chiama la ‘Danas', uno storpiamento di Denise, forse. Mamma Piera sembra riconoscere sua figlia, è ancora sotto choc, ma mentre gli investigatori passano al setaccio la zona per cercarli, i nomadi sono spariti.

Le prime indagini e la verità nascosta - Si continua a indagare senza sosta, ma più giorni passano, più la ricerca della bimba scomparsa diventa la caccia ad un colpevole. Nelle stanze della procura gli investigatori ascoltano amici, parenti e conoscenti di Toni Pipitone e Piera Maggio. È la giovane mamma, del tutto impreparata a rivoltare la propria vita privata davanti a una manciata di estranei, a rivelare che il padre naturale di Denise, non è suo marito Toni, ma un uomo con cui ha avuto una relazione extraconiugale.  Cade il velo dei segreti e con quello prende forma e volto chi avrebbe avuto un motivo per fare del male a Denise.

Denise - Nel 1999 Toni Pipitone lavora in Germania da un po', la moglie Piera è a Mazara con il figlio maggiore. Mentre il marito è via, sua sorella Giacoma le presenta Anna Corona. Le due cominciano a frequentarsi, Anna si avvicina molto a Piera, si frequentano finché la donna non comincia ad avere il sospetto che la giovane sia in intimità con il marito Pietro Pulizzi, che di lavoro fa l’autista di autobus. Il sospetto diventa certezza quando Piera dà alla luce la piccola Denise l'anno seguente, la bimba è straordinariamente somigliante a suo marito Piero. I due divorziano, mentre Piera cresce la piccola Denise con il marito Toni, che le dà il suo cognome, ma non sa che il padre della bambina è un altro uomo. La famiglia Pulizzi intanto si divide, Jessica e Alice, le due figlie, si convincono che sia stata tutta colpa di Piera.

Anna Corona, Jessica Pulizzi e gli alibi... – Anna Corona e la figlia maggiore Jessica, di 17 anni, minacciano più volte Piera e la sorella Giacoma, la cui erboristeria va in fiamme misteriosamente. Piera scopre la sua auto con le quattro ruote bucate. Insulti, intimidazioni. Ce n'è abbastanza, per gli inquirenti, per osservare molto più da vicino le due donne. Viene disposto un sopralluogo a casa della Corona, che però svia gli investigatori ricevendoli nella casa a pian terreno di una vicina, non nella sua. La donna, che lavora come addetta alle pulizie in un albergo, ha un alibi, quando Denise è scomparsa era al lavoro, è stata vista da molti colleghi. Più contorto l'alibi della figlia Jessica, i cui spostamenti, all'ora in cui Denise è scomparsa, non sono chiari, eccetto uno: dopo le 12 è andata da sua madre in albergo. Jessica viene indagata per sequestro, mentre il suo fidanzato, il tunisino Gaspare Ghaleb, per falsa testimonianza. Non ha saputo spiegare cosa ha fatto il giorno del sequestro della bambina.

L’intercettazione e il processo - La svolta nelle indagini arriva con un'intercettazione clamorosa. Rivolgendosi alla sorella più piccola Alice, che quel giorno doveva deporre in Procura, a Marsala, Jessica dice: "Quanno eramu ‘ncasa, a mamma l'ha uccisa a Denise [Quando eravamo in casa, la mamma ha ucciso Denise]". Alice: "A mamma l'ha uccisa a Denise?".Jessica: "Tu di sti cosi unn'ha parlari" [non ne devi parlare]. Alice: "È logico".

Le indagini e l’accusa nei confronti di Jessica
"A mamma', è Anna Corona, ma la sola intercettazione non è ritenuta sufficiente per giustificare il coinvolgimento e la posizione della donna viene archiviata. L’unica indagata, per sequestro di persona è Jessica.
L’accusa ha sempre sostenuto che Jessica avrebbe rapito per vendetta e gelosia la sorellastra, frutto di una relazione extraconiugale del padre Piero Pulizzi. O in ogni caso avrebbe avuto un ruolo nel sequestro della bambina. A tradirla sarebbe stata proprio quella frase, pronunciata in dialetto, mentre aspetta di essere sentita in Questura pochi giorni dopo la scomparsa della bambina e registrata da alcune cimici. «Io a casa c’ai purtai», dice Jessica alla madre che la interroga su dove fosse stata quel primo settembre. Il racconto di Jessica non ha convinto gli investigatori soprattutto perché il tabulato telefonico smentiva le dichiarazioni della ragazza che nelle ore in cui Denise spariva nel nulla si trovava proprio nella stessa zona del sequestro. A confermarlo ci sarebbero i segnali lasciati dal suo cellulare. Per gli investigatori nella vicenda della scomparsa di Denise si possono individuare due fasi: una prima che ha visto un coinvolgimento di Jessica Pulizzi e una seconda in cui la piccola potrebbe essere stata affidata ad altre persone. Gli unici due imputati nel processo sono stati Jessica, accusata di sequestro di persona e l’ex fidanzato di lei Gaspare Ghaleb, tunisino accusato solo di false dichiarazioni ai pm.

Il processo e le tre assoluzioni  – Ad aprile 2017 la Corte di Cassazione ha assolto in via definitiva Jessica Pulizzi, la ragazza accusata del sequestro della sorellastra Denise Pipitone. I due processi precedenti a suo carico si erano già conclusi con una assoluzione.

Dalla scomparsa della piccola Denise le indagini, condotte dalla Procura della Repubblica di Marsala, avevano puntato sempre sulle responsabilità della sorellastra. Ma Jessica è stata assolta sia in primo che in secondo grado. Secondo il Pg non c’erano elementi per dimostrare “che nei 15 minuti indicati come orario del possibile rapimento Jessica lo abbia compiuto”.

Il 27 giugno 2014, il Tribunale di Marsala assolve Jessica Pulizzi dall’accusa di concorso nel sequestro della piccola Denise Pipitone, per mancanza di prove e per non aver commesso il fatto. La Corte d’Appello di Palermo, in data 12 ottobre 2015, conferma l’assoluzione. Erano stati chiesti 15 anni di reclusione. Il 19 aprile 2017 viene definitivamente assolta dall’accusa di aver rapito la sorellastra.

In questi anni dopo l’assoluzione di Jessica Pulizzi, Piera Maggio e Piero Pulizzi non si sono mai arresi all’idea di aver perso la propria figlia e hanno continuato a lottare per tenere viva l’attenzione sulla bambina, conoscere la verità e per avere giustizia.

 



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