05/09/2019 07:01:00

Marsala, in liquidazione la cantina sociale Uvam, la più antica in Sicilia

La più antica cantina sociale siciliana, l’Uvam di Marsala, fondata nel 1930, è stata messa in “liquidazione”. A deciderlo è stata l’assemblea dei soci agricoltori (in tutto circa 600, anche se a partecipare alla riunione sono stati in pochi, non più di 50), che ha approvato la proposta del consiglio d’amministrazione. Nel corso della stessa assemblea, sono stati, poi, nominati anche i commissari liquidatori, che sono lo stesso Cda (presidente è il salemitano Vincenzo Lombardo) e un commercialista di Marsala.

Alla base della chiusura dei battenti della storica cantina sociale c’è la morsa della crisi che ormai da alcuni decenni soffoca la base del settore vitivinicolo. E secondo qualche socio, anche qualche scelta “non proprio felice” del cda.

Nel 2010, l’Uvam (Unione di Viticultori dell’Agro Marsalese) aveva festeggiato gli 80 anni di attività e in quell’occasione il presidente Lombardo aveva affermato: “Siamo la più antica realtà siciliana nel settore delle cantine sociali vinicole, una struttura rappresentativa del nostro territorio che come esperienza cooperativa risale addirittura al 1914”. Adesso, c’è un privato a comprare l’uva conferita dai soci in cantina, la cui struttura da oltre una decina d’anni ha lasciato la storica sede di via Calatafimi, accanto la chiesa di San Francesco di Paola, nel centro di Marsala, per trasferirsi in una struttura più moderna, in contrada Chitarra, a metà strada tra Marsala e Salemi.

All’apertura delle operazioni di vendemmia, insomma, la cantina Uvam chiude di fatto i battenti. Ad esprimere perplessità sull’operazione sono stati pochi soci, che criticano alcune scelte del cda. Come quelle relative all’acquisto di una catena di imbottigliamento e di terreni. Entrambe reputato spese inutili, anzi dannose, in un momento di crisi. Il resto dei soci, invece, probabilmente perché convinto che non era possibile perseguire altre strade, ha approvato la proposta. Per mettere la cantina in liquidazione è stato necessario modificare lo statuto, che prevedeva che tale decisione doveva essere presa dai due terzi dei soci. E quindi almeno 400 produttori, su un totale di 600. Sarebbe stato, però, molto difficile convincere 400 soci a partecipare all’assemblea. La modifica statutaria ha consentito di deliberare a maggioranza semplice. Si chiude così una pagina di storia della viticoltura marsalese. Eppure, fino al 2013, all’Uvam i soci hanno conferito quasi 150 mila quintali di uva. Poi, dall’anno successivo il crollo: meno di 30 mila. E per le difficoltà a vendere il prodotto a prezzi decenti, negli ultimi quattro anni ai soci sono state erogate somme parziali. E cioè il cosiddetto “anticipo”. Ma non la liquidazione finale. Per questo, nelle ultime vendemmie, i soci hanno deciso di vendere ad altri le loro uve, bianche e nere, prodotte su circa 2500 ettari di vigneti.