17/09/2019 06:00:00

Marrone finisce in tribunale. Le tappe del caso che inguaia il consigliere di Marsala

 “Le sedi adatte sono le aule di un tribunale”, diceva Alfonso Marrone in consiglio comunale dopo l’esplosione del caso delle firme false in cui è protagonista. E in tribunale adesso, il consigliere, ci finisce imputato con l’accusa di truffa e falso ideologico, entrambi i reati aggravati e continuata.


Ripercorriamo le tappe del caso che ha creato non pochi nervosismi nella politica marsalese.

Alfonso Marrone, 48 anni, originario di Salemi, consigliere capogruppo di “Una Voce per Marsala”, qualche giorno fa è stato citato direttamente a giudizio dalla Procura (pm Niccolò Volpe), che ha fissato l’avvio del processo, davanti al giudice unico, per l’11 marzo 2020 (aula B del nuovo Palazzo di Giustizia).
Marrone, come hanno raccontato le inchieste di Tp24 (Qui per leggere la prima parte), è stato licenziato dal suo datore di lavoro, la Clinica Morana, perchè prendeva permessi per motivi istituzionali, ma in realtà anzichè andare in consiglio comunale andava a sbrigare le sua faccende.

IL CONSIGLIERE E L’ABUSO DEL DIRITTO. PERCHE’ E’ STATO LICENZIATO
“Condotta contraria alla buona fede”, “abuso del diritto”, “disvalore contrattuale e sociale”. Con queste parole il giudice del lavoro di Marsala ha deciso che è stato giusto licenziare Alfonso Marrone, rigettando il ricorso del consigliere comunale contro la decisione del datore di lavoro. 
L’azienda per cui lavorava Marrone, la casa di cura Morana, aveva percepito che ci fosse qualcosa di strano nel suo comportamento, nelle sue assenze dal lavoro. Marrone giustificava il tutto con dei permessi retribuiti. La vicenda può sembrare privata ma non lo è. Il consigliere lavoratore infatti presenta dei permessi per assentarsi dal luogo di lavoro per seguire i lavori di consiglio comunale o di commissione. L’azienda, poi, si fa rimborsare dal Comune le ore di assenza del suo lavoratore. Un meccanismo che però Marrone avrebbe utilizzato a suo piacere, prendendo in giro il datore di lavoro, e anche i contribuenti marsalesi che gli pagano i gettoni di presenza per la sua attività da consigliere. Il tutto però era stato scoperto da un investigatore privato ingaggiato dalla casa di cura in cui lavorava dal 1990.

IL CONSIGLIERE ASSENTE
Il magistrato scrive che risultano effettivamente fondate le contestazioni “quantomeno in relazione alle giornate del 26, 27 e 28 giugno, 26 luglio 2017”. “Non può negarsi – evidenzia il giudice del lavoro - l’immediata percepibilità del disvalore (non solo contrattuale, ma anche sociale) che contrassegna la condotta tenuta dal Marrone, giacché il lavoratore ha usufruito dei suddetti permessi per soddisfare proprie esigenze personali, scaricando il costo di tali esigenze sulla intera collettività, stante che i permessi sono retribuiti in via anticipata dal datore di lavoro, il quale poi viene sollevato dall'ente locale, costringendo il datore di lavoro ad organizzare diversamente ad ogni permesso il lavoro in azienda”.


MARRONE INGUAIA ANCHE IL 5 STELLE RODRIQUEZ
Ma questa vicenda - che dopo il giudice del lavoro va in sede penale - aveva coinvolto anche il consigliere comunale dei 5 Stelle Aldo Rodriquez.
Rodriquez è presidente della commissione Accesso agli atti in consiglio comunale, la stessa di Marrone. Il consigliere pentastellato finì indagato per la medesima vicenda.


Secondo l’iniziale accusa, Rodriquez e la dipendente Annalisa Giacalone avevano attestato falsamente la presenza in una seduta della commissione del consigliere comunale Alfonso Marrone (gruppo “Una voce per Marsala”) che, invece, se ne sarebbe rimasto a casa. Marrone, nei giorni e nelle ore in cui chiedeva il permesso di assentarsi dal posto di lavoro per partecipare alle riunioni delle commissioni consiliari, in realtà era altrove e faceva altro.
Nel verbale di una di quelle sedute, però, c’era la sua firma e per questo il giudice del lavoro inviò gli atti in Procura. Mentre per Marrone adesso si farà un processo, per il suo collega Rodriquez, e la dipendente Giacalone, è stata disposta l’archiviazione dell’indagine.


IL DELIRIO IN CONSIGLIO COMUNALE
Il caso Marrone, ovviamente, ha avuto uno strascico sulla politica marsalese. Dopo l’inchiesta di Tp24 sia Marrone che Rodriquez si sono difesi in aula, e gli altri consiglieri hanno difeso a spada tratta, con tante attestazioni di solidarietà, il consigliere adesso finito sotto processo.

 

 

In quell’occasione ci fu una imbarazzante e fuori luogo analisi dell’inchiesta di Tp24 del presidente del consiglio comunale, Enzo Sturiano, che diede il La al coro di attacchi nei confronti del nostro giornale.
Il caso adesso finisce in tribunale, con Marrone a giudizio con accuse pesantissime per un uomo pubblico.