20/09/2019 07:18:00

Sicilia, il bimbo di due anni morto in auto, dimenticato dal padre

Doveva accompagnarlo all'asilo, ma lo ha dimenticato in macchina, cinque ore sotto il sole cocente, nel posteggio dell'Università.  In Sicilia un bambino di due anni muore perché il padre lo dimentica in auto. Accade a Catania. 

Ieri mattina alle 8, come al solito, Luca Cavallaro, ingegnere idraulico di 43 anni, è uscito di casa per portare il figlio Leonardo di due anni all’asilo nido e poi andare all’Università di Catania, dove lavora come impiegato amministrativo alla facoltà di Ingegneria. Alla 13 ricevette una telefonata perché la nonna del piccolo, che era andata a prenderlo all’asilo, non l’aveva trovato. Solo allora l’uomo si è reso conto di averlo lasciato in macchina per tutta la mattina, sotto il sole cocente (le temperature sfioravano i 35 gradi), nel parcheggio dell’università a Catania. Lo ha trovato sul seggiolino, morto disidratato. Di corsa lo ha portato al Policlinico, dove tra l’altro la moglie Maria lavora come cardiochirurga. Il pm di Catania Andrea Norzi ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, come atto dovuto. «È un uomo disperato, distrutto, che piange continuamente e non riesce a spiegare l’accaduto», ha raccontato uno degli inquirenti.
Nel luglio del 1998, sempre a Catania, in una torrida giornata estiva un bambino di due anni era stato dimenticato dal papà nell’auto parcheggiata ed era morto. Nel giugno scorso all’aeroporto di Catania un bambino di quattro anni era stato lasciato nell’auto dai genitori, due svizzeri. La temperatura sfiorava i 40 gradi. Un sovrintendente della polizia sfondò il finestrino col calcio della pistola e lo liberò.

«Quello di ieri è l'ennesimo episodio che accade e che forse si sarebbe potuto evitare se la legge che un anno fa ha introdotto in Italia i dispositivi salva-bebè avesse avuto il regolamento applicativo. I deputati M5S in commissione trasporti spiegano che si è “in attesa che si completi l'iter dei pareri sul decreto attuativo, inviato prima all'Unione europea e poi al Consiglio di Stato. Dopo di che il provvedimento sarà in vigore e la sua attuazione potrà contribuire a scongiurare altre tragedie come quella di Catania”».