11/11/2019 06:00:00

Marsala. Denuncia in Procura smantellamento Esa, ma rischia il provvedimento disciplinare

 E’ scattata immediata la reazione del vertice dell’Esa (Ente di sviluppo agricolo siciliano) alla denuncia presentata in Procura da un dipendente-sindacalista, Diego Renda, sui recenti interventi per il trasloco degli uffici marsalesi di via Stefano Bilardello.

Il direttore generale dell’Esa, infatti, ha avviato l’iter per un provvedimento disciplinare per il dipendente che in qualità di sindacalista (Fsi-Usae) ha chiesto alla magistratura marsalese di “valutare se sussistono eventuali profili di illiceità” nelle modalità con cui sono state effettuate le operazioni di trasloco. L’iter per una eventuale “punizione” del Renda è stato avviato mercoledì scorso, con l’invio, da parte del direttore generale, di una copia dell’articolo sulla denuncia pubblicato da Tp24 all’Ufficio Affari Legali e Disciplinari dell’ente. In calce al foglio, a penna, in corsivo, si invita l’Ufficio provvedimenti disciplinari a “predisporre avvio procedura”. Nel frattempo, però, Diego Renda ha ricevuto, per la sua iniziativa, il plauso, il sostegno e la vicinanza dei vertici del suo sindacato.

Si prepara, dunque, uno scontro tra Esa e Fsi-Usae. Alla sezione di pg della polizia municipale presso la Procura, Renda ha spiegato che il 9 ottobre si sono presentati negli uffici Esa di Marsala due uomini che affermavano di essere operai tecnici incaricati delle operazioni preliminari al distacco dei nove climatizzatori. Questi, dichiara Renda nella denuncia, “hanno proceduto a tranciare dei tubi che collegavano i climatizzatori alla parete, generando conseguentemente la dispersione di gas all’interno degli ambienti di lavoro nei quali noi dipendenti ci trovavamo, costringendoci di fatto ad allontanarci al fine di non inalare le esalazioni provenienti dai climatizzatori, le quali, pur non essendo eccessivamente maleodoranti, si avvertivano comunque all’olfatto”.

A metà ottobre, quindi, si sarebbero presentati alcuni “O.d.t.” (operai a tempo determinato) dell’Esa per lo “smontaggio completo” dei 9 condizionatori, che con alcuni suppellettili sarebbero stati “caricati a bordo di un furgone cabinato di proprietà di uno degli operai”. Una settimana dopo, un’altra squadra di “odt” si è “presentata e ha prelevato alcuni mobili e carpette, caricando tutto su un furgone in sosta sulla pubblica via”.