“Mai avrei pensato di avere una scorta”. Queste parole le ha pronunciate Liliana Segre, che non è solamente una senatrice a vita, è una Donna che racconta l’Olocausto perché è tatuato sulla sua pelle: 75190.
Chissà quante volte avrà fissato quel numero e avrà sospirato pensandosi viva, mentre qualcuno nel Paese pensa ad ammazzare ogni piccola speranza di cambiamento e di buon senso.
La Segre ha raccontato la sua vita ovunque, nelle scuole, nelle associazioni, nei consigli comunali.
E’ la rappresentazione di come l’umanità sia stata smarrita. La “colpa” di essere ebrea, quindi condannata a morte.
C’è un Paese che vive ed è diverso, che ha mostrato la sua parte migliore, quella della sensibilità, di farsi carico di una responsabilità che è di tutti.
Una serie di mobilitazioni per dire stop alla violenza, stop agli insulti gratuiti. Stop al clima che si è insinuato piano piano e che ha pervaso ogni aspetto del quotidiano.
Lancia un appello Valentina Villabuona, dell’associazione Punto Dritto, e chiede che tutta la provincia di Trapani sia compatta nello schierarsi in favore del riconoscimento della cittadinanza onoraria alla Segre.
Lo ha fatto a Marsala il consigliere Daniele Nuccio.
Un appello che ha trovato massima condivisione tra le testate giornalistiche, Tp24 ne è firmataria, tra i politici di ogni ordine e grado, in maniera trasversale, molti amministratori. Ci sono soprattutto i cittadini, i movimenti, i sindacati. C’è la squadra, verrebbe da dire, che è portatrice di valori sani. C'è anche la partecipazione del di Network, l'insieme di movimenti civici della provinvia di Trapani.
L’appello della Villabuona è chiaro: “ Dopo la scorta a Liliana Segre, testimone degli orrori di Auschtwiz, è nata anche nelle nostre città una mobilitazione spontanea che si è concretizzata nell’idea di conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre in tutti i comuni, il giusto modo per dire a quella bambina cacciata da scuola per colpa di leggi ingiuste che no, non accadrà più.
Alcuni amministratori di Trapani, Erice, Paceco, Castellammare, Favignana, Castelvetrano, SanVitoLoCapo, Marsala, Salemi, MazaradelVallo, Campobello e Valderice stanno già predisponendo gli atti necessari e il gruppo che spontaneamente si è costituito metterà a disposizione una bozza di mozione predisposta su iniziativa di Marzia Patti (consigliera comunale a Trapani) affinché questo lavoro di collaborazione tra comuni possa allargarsi a tutte le realtà della nostra provincia.
Insieme ai cittadini, alle associazioni, ai movimenti e ai partiti che vorranno aderire, iniziamo questo progetto perché siamo convinti che “tutti coloro che dimenticano il passato sono condannati a riviverlo” (P.Levi)”.
In meno di 24 ore le adesioni sono state tantissime, l’elenco è lungo e non guarda al colore politico ma alla buona pratica.
Ottantanove anni, sopravvissuta ad Auschwitz, e adesso sotto scorta tra l’incredulità e la paura della sua famiglia. E’ questo quello che accade quando sul venticello della propaganda si è soffiato più forte e si è deciso di concretizzare l’odio.
La macchina della solidarietà che si è messa in moto sta spiegando ad un Paese intero che si può risalire dal baratro.