20/11/2019 15:04:00

Protesta dei veterinari siciliani. Ecco cosa chiedono

 La situazione è grave ma non seria sosteneva qualcuno anni fa, oggi la situazione, per i veterinari siciliani, ritrovatisi tutti insieme mercoledì 20 novembre in piazza Ottavio Ziino di fronte all’Assessorato alla Salute per dire basta alle condizioni di lavoro a cui sono sottoposti e che ledono la loro dignità di professionisti, oltre che essere grave è seria.

Tremendamente seria.

Sono più di trecento che vengono da tutta la Sicilia con lo scopo di rompere il muro di indifferenza che i politici siciliani hanno eretto nei loro confronti.

Ma cosa chiedono questi veterinari? Innanzitutto un incremento a 38 ore settimanali dell’incarico a tempo indeterminato, ai sensi del vigente A.C.N.

Catia Scollo, coordinatore regionale dell’area medico veterinaria della Federazione degli specialisti ambulatoriali( Fespa), dichiara: << Gli strumenti che noi potremmo mettere in campo perché sono normati dall’accordo collettivo nazionale a cui noi facciamo riferimento con la trasformazione del 2010 sono: gli articoli che prevedono che ogni qualvolta si rendono necessari degli aumenti di prestazioni c’è un incremento orario che tocca per ciascun specialista ambulatoriale quindi basterebbe applicare l’accordo cosi come è previsto e quindi incrementare le ore nel momento in cui c’è necessità.>>. Oltre alla richiesta di fondamentale importanza dell’aumento di ore settimanali i motivi della protesta sono anche altri. E toccano l’indifferenza della politica siciliana che bandisce concorsi per la dirigenza veterinaria lamentando una falsa mancanza di personale, “ e ancor più alterando le normali procedure di ammissione per permettere l’inserimento di personale non ancora in possesso di specializzazione quindi totalmente privo di esperienza sul campo” come recita il volantino con la convocazione della protesta. <<Ma oltre a questo ci teniamo anche a sottolineare quanto sia importante in un momento in cui è stato previsto lo sblocco delle procedure concorsuali che qualcuno attenzionasse anche ad un circolo virtuoso che si potrebbe andare ad innescare, questo circolo virtuoso permetterebbe con la riserva di un 40-50% dei posti per la dirigenza di assegnarli agli specialisti ambulatoriali che già da 20 anni sono formati sul campo quindi hanno esperienza, quindi se alle nuove leve, perché i concorsi sono rivolti sicuramente alle nuove leve, noi andiamo ad affiancare, con questa riserva, anche degli specialisti ambulatoriali già formati sul campo va da sé che in sinergia si può portare avanti quelle che sono le vere problematiche della sanità pubblica veterinaria e ce ne sono parecchie>>

Resta da capire come sia possibile il fatto che in Sicilia non venga attuato ciò che in regioni come la Puglia, la Campania , la Basilicata e la Calabria è stato applicato.
La politica siciliana non sta dando dignità alla classe medico- veterinaria convenzionata. Un cartellone di una manifestante recita così: “ Non siamo figli di un dio minore”.
Vero. Ma se questi lavoratori non sono figli di un dio minore e- soprattutto- non sono ritenuti figli di un dio minore perché la politica siciliana non fa la cosa giusta?



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