01/01/2020 19:00:00

Sicilia, le rubano i codici bancari dal cellulare. Spariti 18mila euro dal conto

 San Cataldo. Il suo è un caso che ha avuto eco a livello nazionale, dopo aver subìto una frode informatica che le ha fatto perdere ben 18.000 euro. S’è rivolta ai mezzi d’informazione, Maria Teresa Viscuso, una donna di San Cataldo che ha visto “evaporare” dal proprio conto corrente bancario una somma ragguardevole a causa di malfattori informatici che hanno “hackerato” il suo cellulare, riuscendo così a carpire i dati per effettuare dei bonifici. Impiegata, Maria Teresa Viscuso ha presentato denuncia e, lo scorso 11 dicembre, ha raccontato la propria disavventura a Salvo Sottile, nella trasmissione “Mi manda Raitre”.

La vicenda risale allo scorso settembre - come riporta La Sicilia -  con la telefonata della banca per verificare due movimenti sul conto corrente, avvenuti oltre una settimana prima, uno da 10.500 euro e l’altro da 18.000 euro. Due bonifici a favore di società straniere, il primo non andato a buon fine, l’altro invece effettuato. Tecnicamente, potrebbe trattarsi di “phishing”, una particolare tipologia di truffa realizzata sulla rete Internet attraverso l'inganno degli utenti, in modo da riuscire ad ottenere codici di accesso ai conti correnti. Di lì, la denuncia di Maria Teresa Viscuso alla Questura e l’iniziale ri-accreditamento dell’importo da parte della banca, prima di fare marcia indietro in virtù di una clausola “Salvo buon fine”: movimento sul conto effettuato in maniera all’apparenza corretta e dunque nessun risarcimento.

La donna truffata ora si è messa in mano ad un avvocato e riferisce: «Ho subìto una frode. Qualcuno ha hackerato il mio telefono cellulare, sul quale i dipendenti della mia banca, Intesa San Paolo, filiale di Caltanissetta, avevano installato una apposita applicazione per far riferimento al mio conto corrente. Da dire c’è che non erano stati previsti sms di allerta sui movimenti, limiti di bonifico, blocco dei bonifici verso l’estero, insomma tutte le elementari misure di sicurezza che mi avrebbero tutelata. In tanti anni, non ho mai effettuato operazioni online da quel conto: mi serve solo per avere accreditato lo stipendio e per pagare un mutuo. Ebbene, il 23 settembre scorso, dalla banca mi è arrivata una telefonata per segnalare due movimenti “sospetti” avvenuti una settimana prima, un bonifico partito dal mio conto il 16 settembre da 10.500 euro ed uno da 18.000 fatto il giorno dopo. Versamenti che, da informazioni riferitemi, sono stati destinati a società inglesi che vendono bitcoin (moneta non reale, intangibile, con la quale però si possono comprare oggetti reali, n.d.r.). Il primo bonifico non era stato completato, il secondo invece sì. Proprio nei giorni della frode, notavo come sul cellulare non ricevessi notifiche, fossero esse via sms o WhatsApp».

La donna, così, continua: «Su invito della banca, ho presentato denuncia in Questura. L’istituto bancario mi ha riaccreditato i 18.000 euro spariti, anche se poi ha applicato la clausola “Salvo buon fine”: in pratica, la banca ha verificato i movimenti e, ritenendo fossero stati effettuati in maniera corretta, s’è ripresa i soldi. Ma è normale risultasse questo, visto che i truffatori si erano impossessati dei miei codici di accesso al conto! Con una breve nota, lo scorso 25 ottobre, l’istituto mi ha informata. Né io né i miei familiari eravamo a conoscenza di questa clausola. Adesso, c’è un fascicolo aperto alla Polizia postale, ma io i miei soldi li rivoglio dalla banca: come ci si può accorgere di quei movimenti di denaro dopo così tanti giorni?».

Maria Teresa Viscuso conclude: Abbiamo chiuso il conto bancario, disinstallato l’applicazione ed ho fatto resettare il mio cellulare».