12/01/2020 06:00:00

Rifiuti, Sicilia. Parla Musumeci: "Il tempo è un nemico,come la mafia ..."

 "La politica dei rifiuti in Sicilia negli ultimi due anni", è l'argomento della conferenza stampa del presidente della Regione siciliana Nello Musumeci.  La Procura di Palermo ha aperto di recente una inchiesta sul Piano rifiuti che non è ancora stato approvato dal Parlamento regionale.

"Il tempo e' un nemico, tanto quanto la mafia...". Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Il governatore si e' soffermato sugli iter burocratici per la realizzazione di nuovi impianti pubblici per lo smaltimento dei rifiuti e sulla necessita' di creare nuovi impianti pubblici. "Stiamo agendo con procedure ordinarie - ha aggiunto Musumeci - e non ci vorranno sei anni come gia' avvenuto, ma pensiamo di realizzarli in tre anni. I tempi sono lunghi e le procedure sono estenuanti nelle attese".

Tra i risultati gia' raggiunti il governatore ha ricordato la sesta vasca di Bellolampo a Palermo e i due impianti gia' aperti a Gela e Enna e ha annunciato che sara' attivo anche quello di Melilli dopo il superamento del problema legato alla compatibilita' con Piano paesaggistico. Tra i lavori annunciati e finanziati con 147 milioni di euro, Musumeci ha citato la settima vasca di Bellolampo, con una capienza di 700mila metri cubi e nuovi impianti a Castellana Sicula, Vittoria, Castel Termini, Trapani Nord e Sud, Ravanusa, Sciacca, Castelvetrano e Calatafimi-Segesta.

"Abbiamo previsto nuovi impianti pubblici di trattamento dei rifiuti nella Sicilia occidentale e in quella orientale per complessivi 147 milioni di euro. In Sicilia occidentale le Srr hanno gia' individuato i siti e stiamo andando avanti con le procedure, in quella orientale ho dovuto nominare un commissario che si sostituisce alle societa'. Se tutto va bene entro un mese potremo dire che in Sicilia si lavora per otto o dieci siti pubblici, cosi' togliamo l'oligopolio ai privati che devono continuare a lavorare ma il pubblico deve essere prevalente".

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"Nel sistema dei rifiuti in Sicilia dobbiamo impedire il monopolio, l'oligopolio". Afferma Nello Musumeci, sottolineando di "avere rispetto per l'imprenditoria privata, quando resiste alle pressioni esterne ed e'impermeabile". Per Musumeci "l'obiettivo della Regione nel settore impianti per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e'di arrivare al 60% al pubblico e al 40% ai privati, che adesso tratta il 70% dei rifiuti nell'Isola". Con gli interventi attuati, ricorda, la "differenziata e'passata dal 16% a oltre il 40%, nonostante a Catania e Palermo sia intorno al 16-17%".

"Questo - aggiunge il governatore - significa che negli impianti privati arrivano meno rifiuti, grazie all''azione dei sindaci e a ordinanze restrittive emesse dalla Regione. Fermo restando che i nostri compito sono vigilanza e pianificazione, mentre spettano ai Comuni la raccolta e lo smaltimento". "Abbiamo commissariato la Societa'servizi rifiuti della Sicilia orientale - ricorda il presidente della Regione - e stiamo trovando collaborazione. Stiamo lavorando per i Centri comunali di raccolta che saranno finanziati con 25 milioni di euro". "Il governo regionale - ha evidenziato- ha evitato di mandare all'estero un solo chilogrammo di spazzatura, come previsto dal piano del governo nazionale nel dicembre 2017, i cui costi sarebbero stati pagati dai cittadini. Roma, governata dal M5s, manda fuori regione 200mila tonnellate di rifiuti l'anno, ma la citta' rimane sommersa dalla spazzatura". "Sui termovalorizzatori non ho pregiudizio alcuno, ne sono previsti due nelle osservazioni del ministero dell'Ambiente, se ce li chiedono li prevederemo".

 

FAVA. "Nello Musumeci è un esempio scolastico di dissociazione della personalità politica. Da una parte nella qualità di Presidente della Regione il 9 agosto proroga per dieci anni l'autorizzazione alla Oikos, dall'altra, il suo avatar il 16 agosto costituisce "un gruppo ristretto" per valutare il caso Oikos."

Lo dichiara Claudio Fava, commentando la conferenza stampa di oggi del Presidente della Regione.

"Oggi - prosegue Fava - lo stesso Presidente Musumeci decide di rivolgersi all'Arpa per verificare se vi siano le condizioni minime di salubrità degli impianti di Proto rispetto ai centri abitati limitrofi ("...è stata una follia autorizzare quell'impianto"), ma fino a ieri il medesimo Musumeci taceva ad ogni nostra sollecitazione affinchè il suo governo rivedesse le autorizzazioni alla Oikos per manifesta incompatibilità ambientale."

Per Fava, "Come Ciampa ne <Il Berretto a sonagli>, Musumeci è assai lesto a cambiare opinione e a dimenticarsi quella precedente".

Infine dal Presidente dell'antimafia, una risposta diretta a quanto Musumeci ha affermato sul ruolo dello stesso Fava: "perfino quando cerca di far polemiche da strapaese, Musumeci non ne azzecca una: nel dicembre del 1998, quando fu chiesta la dichiarazione di emergenza sui rifiuti in Sicilia, io non ero segretario di alcun partito ma facevo l'inviato per il Corriere della Sera in Medio Oriente".