Sicilia, percepiscono il reddito di cittadinanza ma non dichiarano le attività dei mariti
Due donne di Bagheria percepiscono un assegno mensile del reddito di cittadinanza, rispettivamente da 1140 euro e da 1050 euro ma non dichiarano che i mariti sono titolari di un'attività commerciale. Per questo motivo, scoperte dalla guardia di finanza, sono state denunciate alla Procura di Termini Imerese ed è stata avviata da parte del'INPS la procedura di recupero delle somme erogate ingiustamente. Qui il comunicato dei militari:
I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Bagheria, nell’ambito delle ordinarie attività d’Istituto, hanno individuato e deferito all’Autorità Giudiziaria due soggetti risultati essere indebiti percettori del reddito di cittadinanza. Le attività investigative sono scaturite dal controllo economico del territorio nel corso del quale erano state scoperte due attività commerciali, riconducibili ad altrettanti soggetti, completamente abusive, (anche se successivamente regolarizzate mediante l’apertura di Partita IVA).
A seguito di controlli più approfonditi, i Finanzieri hanno accertato che le mogli dei titolari delle attività in nero individuate beneficiavano, l’una da giugno e l’altra da aprile 2019, rispettivamente, di 1.140 e 1.050 euro al mese, somme non spettanti in quanto all’atto della presentazione dell’istanza avevano entrambe omesso di dichiarare le attività commerciali dei relativi coniugi.
Per tale motivo le due donne sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Termini Imerese (PA) per i reati previsti e puniti dal D.L. 4/2019 (L. n.26/2019) e nel contempo, oltre all’immediato blocco delle carte prepagate, è stato avviato l’iter per l’irrogazione delle sanzioni amministrative di revoca/decadenza del beneficio ed il recupero da parte dell’I.N.P.S. delle
somme indebitamente percepite. L’attività di servizio conferma la fondamentale importanza del ruolo di Polizia Economico-Finanziaria affidato al Corpo della Guardia di Finanza, a contrasto di coloro i quali, accedendo indebitamente a prestazioni assistenziali erogate dallo Stato, sottraggono importanti risorse economiche destinate a favore di persone e famiglie che si trovano effettivamente in condizioni di bisogno.
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