Castelvetrano, tenta la fuga e aggredisce i carabinieri. Fermato con 400 grammi di marijuana
Fermato dai carabinieri di Castelvetrano per un normale controllo mentre si trovava a bordo del proprio ciclomotore, il ventiduenne Gaspare Messina, originario di Partanna, già noto alle forze dell'ordine, ha aggredito a calci e pugni i militari per cercare di darsi alla fuga ed evitare ulteriori controlli personali.
Il giovane, infatti, una volta bloccato e perquisito, è stato trovato con 400 grammi di marijuana divisa in quattro sacchetti di cellophane. Qui i dettagli nel comunicato dei militari:
Continuano ininterrottamente i servizi di controllo del territorio della Compagnia Carabinieri di Castelvetrano, di pari passo con l’ormai noto impegno in termini di contrasto alla diffusione del COVID-19 e le iniziative di sostegno alla popolazione. Il 20 aprile a Castelvetrano, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile – guidati dal Capitano Antonino Maggio – hanno tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di
sostanza stupefacente, violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale e guida senza patente, MESSINA Gaspare, 22enne di origini partannesi, disoccupato e già noto alle forze dell’ordine. Il predetto è stato sottoposto a controllo in via Monterotondo mentre si trovava a bordo del proprio ciclomotore. Dagli accertamenti svolti nelle immediatezze, i militari operanti hanno appurato che, non solo il veicolo era privo della necessaria copertura assicurativa, ma che il Messina era sprovvisto di patente di guida poiché mai conseguita.
A quel punto il giovane, che durante lo svolgimento dei controlli aveva mantenuto un atteggiamento particolarmente nervoso, ha cercato di darsi alla fuga aggredendo i militari operanti con calci e pugni. Una volta bloccato, i Carabinieri hanno scoperto il motivo che si
celava dietro la reazione inusuale del Messina, infatti, quest’ultimo era in possesso di 400 grammi circa di sostanza stupefacente del tipo marijuana , suddivisa in n.4 sacchetti in cellophane occultati sulla sua persona.
L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stata tradotto presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari, in attesa del rito direttissimo, così come disposto dalla competente Autorità Giudiziaria. Nella circostanza, al giovane è stata comminata la sanzione amministrativa prevista nell’ambito delle recenti misure varate dal governo in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, mentre lo stupefacente e il ciclomotore veniva sottoposti a sequestro rispettivamente penale e amministrativo.
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