25/04/2020 06:00:00

Marsala, Filippo Genna: "I fondi per le aziende non sono sufficienti. Così siamo vicini alla catastrofe"

 Filippo Genna, commercialista marsalese, la sua categoria è una delle più stressate. Con la pandemia di Coronavirus per voi è cominciato un periodo impensabile, fatto di continui decreti, norme interpretative, circolari e c’è una grandissima confusione. Come si va avanti in questi giorni?

La confusione regna sovrana. Da quando è iniziata l’emergenza siamo alle prese, costantemente, con l’aggiornamento di queste norme che si accavallano e cambiano le modalità operative da un momento all’altro. Faccio un esempio, quando si è parlato del blocco dei mutui, noi avevamo fatto un certo lavoro e poi le banche hanno cambiato modelli e operatività, anche loro capisco sono in un momento assurdo che è chiaro non abbiamo mai vissuto prima. Noi siamo disponibili ad attivarci, tra l’altro a costo zero, visto il momento di crisi per tutti. La verità ad oggi è che non sono arrivati i fondi per le aziende e siamo sicuri che non arriveranno in tempi brevi. Forse tra qualche giorno le prime aziende prenderanno qualche soldo.

Perché non si riesce a trovare una via semplice per aiutare le imprese e i cittadini? L’opposizione propone la misura dell’helicopter money, cioè versare i soldi direttamente nei conti correnti, forse così è esagerare, ma una via di mezzo dovrebbe esserci.

Assolutamente, noi commercialisti siamo un po’ gli esattori dello Stato, perché non coinvolgerci per determinate cose che potremmo fare. Continua una gestione centralizzata da parte dello Stato e tra l’altro fatta in maniera poco ortodossa. Siamo sicuri, assieme anche ai colleghi del Nord, che i soldi non arriveranno in tempi brevi. In Gran Bretagna, invece, il Governo stesso ha mandato dei soldi immediatamente a fondo perduto. Qui da noi, invece, si parla di un tasso agevolato, ma sono sempre soldi da rimborsare.

Filippo Genna, quante imprese rischiano di chiudere i battenti a seguito di questa crisi?

Io sono una persona sempre ottimista, ma devo dire che stavolta non lo sono tanto. Un buon 40% delle aziende avrà delle enormi difficoltà ad aprire dopo questa crisi da Coronavirus. Io vivo anche l’economia di Pantelleria e Favignana dove ho degli studi, e tutti i clienti delle strutture turistiche hanno avuto annullate tutte le prenotazioni. Se viene meno questo, dico che siamo vicini alla catastrofe. Purtroppo devo dire che da parte del Governo centrale e dalla Regione assistiamo ad un lassismo che non ha precedenti.

Come è la situazione con la cassa integrazione?

Io non mi occupo prettamente di consulenza del Lavoro, ma da quello che mi dicono i colleghi del mio studio, va malissimo. Un esempio è quello di una dipendente di una cooperativa, cassa integrazione attivata nel mese di marzo e non ha ancora un centesimo. Purtroppo se non si attivano determinati canali e modalità diverse, non prima della metà del mese di maggio prenderà i soldi.

Come funziona il provvedimento dei 25mila euro per le aziende? Non è che si va in banca e si prendono i soldi, anche perché è tutto rapportato al fatturato.

In Italia con i fondi che ci sono attualmente a disposizione verranno finanziate 333.333 pratiche. Sono dati che il mio consiglio nazionale ha fatto subito dopo il decreto nazionale e solo il 40/41% delle aziende verranno finanziate. E’ solo tutta una pubblicità che fanno i nostri governanti. I fondi sono insignificanti e insufficienti. Quella forza di fuoco che il premier Conte ha annunciato è solo un fuoco di paglia, non abbiamo visto niente.

 

 



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