Coppia di Petrosino assolta in appello dall’accusa di occupazione abusiva di alloggio popolare
E’ stata ribaltata in appello la sentenza che aveva visto condannati due coniugi di Petrosino che nel 2016 aveva occupato un alloggio popolare di Petrosino.
Condannati, infatti, nel novembre 2018, dal giudice monocratico di Marsala Lorenzo Chiaramonte, adesso i due coniugi sono stati assolti dalla terza sezione della Corte d’Appello di Palermo dalle accuse di occupazione abusiva di un alloggio popolare e danneggiamento (serratura forzata).
I due imputati, A.C. e G.S., sono stati difesi dall’avvocato Antonino Zichittella, che nella sua arringa ha evidenziato che la coppia aveva agito perché “in stato di necessità” e che, inoltre, già nel corso del processo di primo grado lo Iacp aveva riconosciuto il loro diritto ad avere un alloggio. Quale delle due motivazioni è stata accolta dai giudici (o se entrambe) si saprà quando saranno depositate le motivazioni della sentenza di secondo grado (entro 90 giorni). Il 26 novembre 2018, il giudice Chiaramonte aveva condannato la donna (G.S.) a quattro di reclusione per danneggiamento, mentre per occupazione arbitraria di un alloggio popolare il magistrato aveva dichiarato di “non doversi procedere per l’esistenza di un precedente giudicato”. Il marito, invece, era stato condannato per entrambi i reati a 4 mesi e 10 giorni di reclusione.
E’ questa già la seconda assoluzione che l’avvocato Antonino Zichittella ottiene su questo fronte.
Era già accaduto lo scorso novembre, quando, sulla base dell’articolo 54 del codice penale (avere agito “in stato di necessità”), il giudice monocratico Bruno Vivona sentenziò l’assoluzione di una donna, A.L.S., dall’accusa di occupazione abusiva di un alloggio popolare. La giovane, in precarie condizioni economiche e con quattro figli, di cui uno di appena un anno con gravi problemi di saluti, nel maggio 2017, occupò abusivamente un appartamento di una palazzina dello Iacp Petrosino. In quel periodo, per altro, la donna era sola ad occuparsi dei quattro figli. Il marito, infatti, V.T., era imbarcato come pescatore. Anche lui sotto processo e anche lui assolto. Ma perché in quel periodo non era a Petrosino. In Tribunale, l’avvocato Zichittella affermò: “Sono costretti a vivere abusivamente all’interno di un alloggio popolare dello Iacp per la necessità di salvaguardare la salute dei propri familiari, stante l’impossibilità per gli stessi di ricorrere al regolare mercato degli affitti”. Lei, quindi, in base art. 54 del codice penale, è stata assolta dall’accusa di occupazione abusiva con la formula “perché il fatto non costituisce reato”, mentre lui “per non aver commesso il fatto”.
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