15/06/2020 08:38:00

Ecco perché Alitalia non vola più a Birgi: perdeva 31 euro a passeggero 

 Fidatevi dei numeri, non delle interviste anonime. 

Per ogni passeggero imbarcato sui voli tra Roma o Milano e Trapani Alitalia ha perso nel 2019 oltre 31 euro e l’anno prima oltre 26,5 euro. Sono questi due dei numeri — stando alle stime del Corriere della Sera — che hanno spinto la compagnia tricolore a interrompere da luglio i collegamenti con l'aeroporto Vincenzo Florio.

"Una decisione che ha fatto arrabbiare le istituzioni locali, ma che fa intravvedere sullo sfondo l’intenzione della compagnia — in amministrazione straordinaria da oltre tre anni e un mese — di ripristinare un minimo di profittabilità sulle rotte anche nazionali" commenta il quotidiano.

 «Le rotte da e per Trapani presentano per luglio e agosto un numero di prenotazioni inferiore da Roma del 60% e da Milano del 30%», viene scritto in una nota. Che aggiunge come nel 2019 «i voli hanno registrato un coefficiente di riempimento del 58% e una perdita di 1,4 milioni di euro su Roma e 2,5 milioni su Milano». Poi è arrivato il coronavirus e «la dinamica ulteriormente peggiorativa è del tutto contrastante con l’obiettivo assegnato alla gestione commissariale di riorganizzazione ed efficientamento delle attività della compagnia».

Nel 2018 in 120 mila hanno volato tra Trapani, la Capitale e il capoluogo lombardo, stando ai calcoli del Corriere. La perdita operativa quell’anno è stata complessivamente di 3,2 milioni di euro, pari cioè a poco più di 26 euro e mezzo a persona imbarcata. Una media che sta tra i 34 euro di negativo per viaggiatore sui voli Milano-Trapani (e viceversa) e i circa -17 euro sulla rotta Roma-Trapani (e viceversa). Nel 2019 è andata peggio. La perdita complessiva è salita a 3,9 milioni di euro, i passeggeri sono aumentati di poco (per un totale di 124 mila) e così il rosso accumulato per cliente è balzato a -31,4 euro: anche in questo caso Milano-Trapani (-41 euro) ha fatto peggio della tratta Roma-Trapani (-22 euro).

 L’azienda — dopo aver ricordato di essere stata l’unica «a garantire la mobilità aerea dei siciliani e dei visitatori» durante il lockdown — rivela che per poter continuare a operare è stato «chiesto all’aeroporto un sostegno per mantenere nel periodo estivo i voli Trapani-Roma e Trapani-Milano, la cui redditività è penalizzata dalla riduzione del traffico a seguito degli effetti del Covid-19». Un modo per attingere a parte di quei fondi che lo scalo siciliano ha destinato negli anni alla low cost Ryanair. Ma «l’aeroporto non ha ritenuto di favorire una più equa distribuzione dello sforzo economico, pertanto Alitalia ha ritenuto inevitabile concentrare i propri servizi a Palermo».

Resta sempre il mistero del perché Alitalia non abbia mai sottoscritto il ricco contratto offerto dal Comune di Marsala, come capofila, proprio per garantire le rotte che adesso ha abbandonato.