11/08/2020 06:00:00

I segreti della casa di via De Lorenzi. Intervista a Francesca Letizia Piccione

di Alessandro Mastromarino

Francesca Letizia Piccione nasce e cresce a Marsala, città in cui vive e lavora attualmente, con la quale condivide un forte legame emotivo. Appassionata fin da bambina di scrittura, si cimenta dopo il conseguimento della maturità classica, nella professione di scrittrice: scrivendo piccoli racconti e storie di impegno sociale, che traggono ispirazione dalla realtà quotidiana. Ha vinto il 2° premio al XIII concorso nazionale di poesia e narrazione “Vittorio Alfieri" con il romanzo “I Segreti della casa di via De Lorenzi”, accolto positivamente dalla critica in occasione della presentazione dell’opera al Salone del Libro di Torino nel 2015, attualmente in riedizione sotto la casa editrice “Io Melo Leggo" in tutte le librerie e store on line.

“I segreti della casa di via De Lorenzi” è un noir storico che segue dal punto di vista cronologico le vicende storico-politiche della Marsala del XX secolo, retta da una profonda tradizione culturale fondata sul ruolo della donna e colpita aspramente dal bombardamento del 1943. Il tutto ruota intorno a questa particolare casa abitata da alcuni fantasmi, che irrompono nel quieto vivere dei suoi abitanti con strane manifestazioni e avvenimenti particolari. Cosa si cela dietro? Come tutto ha avuto origine? Sarà compito dell’intraprendente e tenace Ada portare alla luce ogni segreto, accompagnando il lettore dagli inizi della storia fino alla fine, alla svolta della propria tenebrosa indagine.

Cara Francesca, da dove nasce l'idea del Romanzo "I Segreti della Casa di Via De Lorenzi"? Un romanzo già molto apprezzato nel corso della 1° pubblicazione e che giunge nuovamente in ristampa tra la gioia dei lettori.

La storia nasce dalla passione che ho avuto fin da bambina di scrivere racconti, la quale ho cercato di portare avanti nel mio piccolo, grazie anche agli affascinanti racconti impressi nel mio cuore, che mi raccontava mia nonna quando ero piccola. Racconti che vedevano come protagonista quella famosa casa che è al centro della mia opera, dove lei ha vissuto gran parte della propria vita, assistendo a scenari fuori dall'ordinario. Il romanzo accolto dalla critica con mio profondo stupore, molto positivamente… è stato scritto e pubblicato come era agli albori, senza aver avuto alcuna modifica nel tempo da parte della casa editrice.

Come si evince dal romanzo, nella storia troviamo la presenza di strani fenomeni che si manifestano in quella casa. Il tuo romanzo quanto trae ispirazione dalla realtà? Hai avuto modo di essere protagonista come Ada nelle vicende narrate?

Il mio romanzo si ispira certamente alla realtà vissuta da quella nonna a cui ero tanto affezionata, che mi raccontava ciò a cui assisteva quotidianamente. Nella mia mente, la domanda era naturale: “ Ma ciò è accaduto davvero?”. Non ho avuto modo di entrare a contatto con la realtà narrata, ma indagando con il tempo, chiedendo in primis ai vicini di mia nonna, ho potuto constatare come la realtà di quella casa era evidente anche nei racconti altrui: c'era chi diceva che lì addirittura fosse stato ucciso un prete, chi sentiva la notte dalle mura vicine… dei pianti di un bambino che in quella casa non era mai esistito, o che nel soffitto apparisse una giovane donna bionda.

Come abbiamo accennato ad inizio articolo… il romanzo ha avuto un prezioso riconoscimento, vincendo il 2° posto del Premio “Vittorio Alfieri” ad Asti, uno dei più importanti nell'ambito della narrativa. Come hai vissuto questo particolare momento, che è arrivato subito dopo la pubblicazione del tuo noir?

Innanzitutto ho vissuto il tutto nell'incredulità più totale, non avrei mai immaginato di riuscire a raggiungere questo traguardo così importante. Avendo iniziato come una scrittrice che credeva al suo umile sogno, questo premio non fa altro che ripagare i miei tanti sacrifici fatti in questo ambito e credere ancor di più nel mio percorso professionale, continuando a scrivere per me e soprattutto per i miei lettori.

Una domanda che quasi ogni autore si aspetta, la quale risulta essere semplice ma allo stesso tempo artificiosa è…: " Cosa rappresenta per te la scrittura?”.

Effettivamente è una delle domande a cui non basta dare una semplice risposta… per me la scrittura è come quel processo liberatorio che nasce all'improvviso, nel momento in cui si sviluppa in me l'idea di stendere una nuova opera. Quella compagna di vita, presente in ogni libro e in ogni momento della giornata.

A una giovane scrittrice come te, quali sogni sono ancora nel cassetto? Cosa ti aspetti dal futuro letterario?

Essendo una giovane scrittrice, ho tanti sogni nel cassetto, pieni di storie belle da raccontare e di personaggi in procinto di prendere vita. Subito dopo la pubblicazione di questo romanzo, ho iniziato a gettare le basi di nuova opera, che sarà in libreria probabilmente già entro la fine dell'anno. L'opera dal titolo “Le stanze segrete di Lia” vedrà protagonista la giovane Lia, intenta a scontrarsi non solo con i fantasmi che la circondano come nel mio precedente romanzo, ma lottare anche con i medesimi che si nascondono nei luoghi più bui della propria mente.

Spesso si parla del potenziale dei nuovi dispositivi che potrebbero cambiare per sempre il modo di leggere di ogni lettore: i cosiddetti “ e-reader". Secondo te questi strumenti cambieranno la nostra realtà? Ciò avvicinerà alla lettura anche i più giovani?

Essendo un'amante dei libri, per me è difficile concepire un mondo senza libri cartacei. Ricordo quando da bambina andavo nella biblioteca di mia madre, per immergermi nelle storie che i vari libri tramandavano. Il profumo di un buon libro penso sia difficile da replicare, ma ahimè da nostalgica devo ammettere che si andrà inevitabilmente sempre di più verso la strada degli e-book. Se con gli e-reader si accoglieranno una platea più giovane di lettori? I ragazzi che leggono sono tanti, ma il buon auspicio è che la lettura possa arrivare maggiormente a tutti sia digitalmente che come preferisco io per via cartacea, cercando anche di far emergere potenziali scrittori che potranno dire, dimostrando il proprio impegno, la bellezza del proprio scrivere.

Nell'opera non si può non notare la forte presenza della figura femminile, che lascia il segno nella mente di ogni lettore. Ad esempio in Ada si evidenzia il suo spirito di ragazza tenace che vuole capire fino a fondo le cose: la protagonista può essere vista come un alter ego della nostra autrice? E l'opera come un manifesto della cultura della Donna?

Ada è un personaggio che fa della tenacia il suo simbolo, che prende molto da me e dal mio modo di essere: Ada è di più del mio alter ego, è esattamente la mia " me" in un mondo letterario, che non si ferma all'apparenza e cerca di andare sempre oltre. Il romanzo può essere letto come da te ben detto, come un elogio della cultura femminile, dedicato in principio, universalmente a tutte le donne tenaci, come mia nonna che caratterizzavano e caratterizzano questa splendida terra.

Il rapporto con il territorio è molto importante per ogni autore, che nel luogo in cui vive riesce a creare storie meravigliose che si innesca con quella realtà quotidiana che tanto caratterizza la vita delle nostre zone. Quanto è forte questo rapporto per te, cara Francesca?

Questo rapporto è estremamente forte: i paesaggi e la storia della mia Sicilia, in particolar modo della mia Marsala, hanno lasciato una traccia indelebile nella produzione della mia opera: la storia della mia città, il suo dialetto, la forza delle sue donne, la bellezza dei suoi paesaggi fanno da cornice e sono essi stessi protagonisti delle vicende che racconto nei miei romanzi.



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