Castelvetrano, campi senza acqua. Gli agricoltori non ce la fanno più
I campi della Valle del Belice sono senza acqua, gli agricoltori non ce la fanno più, sono in ginocchio. Gli uliveti che in questo periodo hanno assolutamete bisogno d'acqua per poi dare un'ottima resa con la Nocella tipica del luogo, sono a secco a causa della rottura dell'impianto di contrada Zangara, ma gli agricoltori non possono più attendere, hanno bisogno di irrigare i campi. Hanno così scritto una nota pubblica con la quale chiedono un intervento risolutivo immediato. Qui il comunicato completo a firma di Francesco Marino Referente della Consulta Agricola Spontanea:
"Nonostante le rassicurazioni ricevute giorno 5 agosto, riguardo la ripresa della normale erogazione di acqua per uso irriguo da parte del Consorzio di Bonifica entro 24-48 ore, constatiamo con grande amarezza che ancora oggi le nostre campagne sono rimaste a secco di acqua.
Una situazione, nel pieno della stagione irrigua, che sta arrecando forti danni alle produzioni dell’annata agraria in corso. Comprendiamo, con grande senso di responsabilità, che il danno subito dall’impianto di c.da Zangara sia stato importante (speriamo che si faccia anche luce su eventuali cause e responsabilità) e che gli addetti ai lavori siano al lavoro per risolverlo, ma con tutta la buona volontà e il massimo della disponibilità come Consulta Agricola Spontanea non possiamo più aspettare ulteriori ritardi e disservizi.
Questo ennesimo guasto è lo specchio di una situazione di totale emergenza che la politica regionale, a partire dal Presidente della Regione, non può più ignorare. È sotto gli occhi di tutti lo stato dei Consorzi di bonifica e dei servizi che questi dovrebbero fornire per approvvigionare di acqua le campagne siciliane: personale in numero esiguo rispetto l’estensione del territorio da servire, reti idriche malridotte, guasti ed interruzioni continue, acqua erogata solo in alcuni periodi dell’anno e canoni per gli agricoltori molto salati.
Il quadro che ne viene fuori è di estrema criticità. Gli agricoltori sono in ginocchio e costretti a pagare per un servizio che non è per nulla parametrato sulle loro esigenze. È un dato di fatto che l’oliva Nocellara del Belìce, per raggiungere idonee caratteristiche di qualità e spuntare un adeguato prezzo sul mercato, ha bisogno di regolari approvvigionamenti idrici senza i quali il rischio è di veder totalmente vanificato il lavoro di un’intera annata con un danno economico che le tante famiglie di lavoratori del comparto non possono permettersi di subire. Fare impresa nel settore agricolo non è facile, in queste condizioni diventa impossibile. L’attività agricola ha bisogno di programmazione, di pianificazione delle operazioni agronomiche e in presenza di continui guasti diventa un’attività anti-economica. Chiediamo con forza che si metta mano alla riforma del settore, attesa ormai da anni e non più differibile e la si porti al più presto in aula all’ARS".
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