Scuola, coronavirus: adesso dicono che il metro di distanza non è necessario
Ci hanno fatto la testa tanta per dire che a scuola bisogna essere tutti distanti almeno un metro, che ci vogliono meno alunni e aule più ampie, alunni in banchi monoposto, turni con didattica a distanza, eccetera. Adesso ci dicono che, in effetti, se ci sono le mascherine si può stare anche in classe come ai vecchi tempi ... C'è sempre tanta confusione sull'organizzazione del nuovo anno scolastico.
Manca un mese esatto al 14 settembre, il giorno in cui gli studenti di tutta Italia saranno finalmente tornati nelle classi. E per permettere il nuovo inizio dell’anno scolastico il Comitato tecnico scientifico ha previsto, nella riunione di questa settimana, un allentamento dell’obbligo di distanziamento di un metro: potrà anche non essere garantito, purché però gli alunni indossino la mascherina anche quando sono seduti al banco.
Un compromesso, specificano chiaramente, deciso “al solo scopo di garantire l’avvio dell’anno scolastico“. Perché si prevede che per le prime settimane molte scuole non saranno attrezzate: le 11 imprese a cui è stato affidato il compito di completare la fornitura dei banchi monoposto prevedono di effettuare le consegne dai primi di settembre fino a ottobre. E molte scuole non hanno trovato gli spazi alternativi necessari, e hanno tempo fino a lunedì per segnalare le necessità. In mancanza di banchi, di nuove aule e nuovi spazi quindi il distanziamento “per alcune decine di migliaia di studenti” non sarà possibile. Ma il 14 settembre bisogna ripartire comunque. Allora, se non si riesce a garantire il famoso metro tra “le rime buccali” si userà la mascherina “nelle situazioni temporanee in cui fosse impossibile garantirlo“. Le due misure diventano di fatto alternative: o la distanza o la mascherine. Ma, insiste il Cts, deve essere una misura temporanea: questa deroga sarà limitata “al periodo necessario a consentire la ripresa delle attività” e “dovrà essere corretta il prima possibile” anche attraverso “soluzioni strutturali provvisorie utilizzate in altri contesti emergenziali”. In parole semplici, le tensostrutture (quelle usate anche dopo i terremoti) da montare nei cortili o negli spazi più vicini agli istituti che non sono riusciti a trovare spazi per tutti gli alunni.
“La mascherina è fondamentale laddove il distanziamento non c’è – ha commentato – la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina a Radio Anch’io – Il Cts lo aveva già scritto il 7 luglio. Ma noi stiamo lavorando al distanziamento e continueremo a farlo. Ci sono Paesi europei che dicono: se non hai le distanze metti la mascherina e basta. Noi stiamo facendo di più: stiamo lavorando per garantire a tutti il distanziamento”.
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