×
 
 
11/11/2020 07:39:00

Marsala, la truffa del bus da trasformare in un bar

Non solo avrebbe subito un tentativo di truffa, con minacce quando ha scoperto che l’aspirante socio non era molto affidabile, ma dopo alcuni mesi ha anche scoperto di essere stato denunciato da chi avrebbe tentato di gabbarlo.

Almeno secondo quanto racconta nella querela presentata alla Procura di Marsala, ipotizzando almeno tre reati (tentata truffa, minacce e calunnia) che sarebbero stati commessi in suo danno da un imprenditore palermitano di 43anni (E.L.) con un recente passato di guai giudiziari per bancarotta fraudolenta, estorsione e peculato.

A sporgere denuncia, con l’assistenza dell’avvocato Vincenzo Forti, è stato il 39enne Francesco Ferrara, titolare dell’Asd Kite Club Marsala.

Dei problemi giudiziari di E.L. il Ferrara non era ancora a conoscenza quando, lo scorso giugno, l’imprenditore palermitano, che si sarebbe presentato con un altro cognome, lo andrò a trovare sul lungomare di contrada Spagnola per proporgli di entrare in società con lui.

Quell’uomo arrivato da Palermo, racconta Ferrara nella sua querela, gli propose come contributo per l’ingresso nell’attività un bus a due piani in stile inglese da trasformare in bar. L’idea fu valutata positivamente dai soci del Kite Club Marsala. Ma in seguito – si afferma nella querela – vennero fuori alcuni problemi relativi al promesso bus all’inglese. Il mezzo era parcheggiato in un deposito di Partinico e “risultava – spiega l’autore della denuncia – sequestrato o pignorato e non era chiaro chi fosse il proprietario”. Inoltre, l’azienda cui era stato affidato in custodia per far uscire il mezzo dal parcheggio avrebbe, ovviamente, chiesto il titolo di proprietà. E il 43enne palermitano, alle richieste del Ferrara a fornire i necessari documenti, avrebbe accampato “strane scuse”. Fino a quando, il titolare del Kite Club non si insospettì e iniziò a fare delle ricerche sul web sul suo interlocutore, scoprendo “con enorme sorpresa” da una foto che in realtà aveva un altro cognome e, continuando la ricerca su Google, anche diversi seri guai giudiziari. Per questo, Ferrara gli disse che non intendeva fare più alcuna società con lui. E la reazione di E.L. sarebbe stata molto dura. “Da quel momento, cambiò atteggiamento – spiega Ferrara nella sua denuncia – diventando verbalmente aggressivo, minacciando lo scrivente che avrebbe passato dei guai se non avesse accettato le sue proposte perché non aveva idea di chi lui fosse!”. E alla domanda su come si chiamasse realmente avrebbe reagito “con silenzioso stupore e capendo di essere stato messo a nudo”. E sentendo pronunciare il suo vero cognome si sarebbe infuriato, offendendo e minacciando, sempre secondo il querelante, la famiglia del Ferrara, “facendo espresso riferimento alla figlia piccola, utilizzando l’arma dei suoi contatti malavitosi a Palermo”. Ma Francesco Ferrara lo avrebbe cacciato, non avendo più notizie di lui. Fino a quando, venerdì scorso, non ha saputo dai carabinieri che E.L. lo aveva denunciato per violenza privata e lesioni.