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19/05/2026 08:20:00

Francesco Maniaci, medico "ucciso da un pino" sulla A20: cinque imputati a processo

Si aprirà l’8 ottobre davanti al Tribunale di Termini Imerese il processo a carico di cinque persone accusate, in concorso, di omicidio stradale per la morte del medico santagatese Francesco Maniaci, travolto da un grosso pino precipitato sulla sua auto il 9 ottobre 2023 lungo l’autostrada A20 Messina-Palermo, all’altezza di Campofelice di Roccella.

 

Il Gup Gregorio Balsamo, al termine dell’udienza preliminare, ha disposto il rinvio a giudizio dei cinque imputati, coinvolti a vario titolo nelle attività tecniche e manutentive affidate al Consorzio Autostrade Siciliane. Secondo l’accusa, sarebbero emerse omissioni nella programmazione degli interventi di potatura e controllo degli alberi ad alto fusto presenti ai margini della carreggiata, compreso il pino che da tempo avrebbe mostrato segni di cedimento.

La tragedia si consumò mentre il 43enne era diretto a Trapani, dove lavorava presso l’ufficio di medicina legale dell’Inps. Il decreto di rinvio a giudizio è arrivato proprio nel giorno in cui Maniaci avrebbe compiuto 46 anni, mentre il processo inizierà alla vigilia del terzo anniversario dell’incidente.

«Da quel giorno la famiglia vive segnata dal dolore per una tragedia assurda, determinata dalla caduta sulla carreggiata di un albero cresciuto incontrollatamente, non adeguatamente potato e non sottoposto a effettivi controlli di stabilità», ha dichiarato l’avvocato Massimiliano Fabio, legale dei familiari costituiti parte civile.

Secondo la ricostruzione accusatoria, il Codice della strada imponeva interventi di manutenzione e messa in sicurezza dell’alberatura pericolosa, al fine di evitare rischi per gli automobilisti in transito sull’autostrada.

 

Il Gup ha inoltre disposto il non luogo a procedere per uno dei sette originari indagati, ritenendo che il fatto non sussista, mentre per un altro è stata ordinata la restituzione degli atti alla Procura per la nullità della richiesta di rinvio a giudizio, legata alla mancata esecuzione dell’interrogatorio richiesto.

Il Consorzio Autostrade Siciliane è stato chiamato a rispondere quale responsabile civile.