Il narcisismo politico. La definizione ė, colui che specchiandosi nella sua azione politica se ne innamora,la ritiene la migliore e unica praticabile.
Precisazione è mia nessun manuale di scienza della politica la riporta, è una mia presunzione. Erano affetti nella classe dirigente politica del passato prossimo sicuramente, Veltroni,Fini, Rutelli, Alfano. Nel passato remoto lo furono, Andreotti, Craxi e il meno conosciuto, forse, Paolo Cirino Pomicino. Attualmente del club ne fanno parte M. D'Alema, il longevo "Caimano", il figlio "illegittimo politico " Renzi, la prole legittima ma per 14 mesi fidanzato contrattualmente con un compagno non gradito il m5s, Papeete man Salvini.
Il mito greco viene descritto, Narciso, come un uomo bello, crudele con chi lo ama, che per punizione divina innamorandosi della sua immagine ne muore. Per il ceto politico citato la metafora è pertinente, l'unico in vita,politicamente, è il segretario leghista. Salvini ad oggi conduce il primo partito italiano, elezioni europee 2019 docet. Ma i sondaggi, oracoli dell'universo politico lo danno in discesa.
La crudeltà dei personaggi narrati è certamente la demagogia, quale? Si menzionano i tre più recenti. Per l'abitante di Arcore il "self made man", peccato che non tutti possano godere della legge Mammí. Per il fiorentino la rottamazione la cui vittima principale fu il suo collega di partito, liquidato con il famigerato "stai sereno", Enrico Letta. Per il "capitano" gli immigrati. Il narcisismo politico può essere motivo di riflessione per tutti, eletti ed elettori.
Vittorio Alfieri