25/01/2021 06:00:00

Il Covid-19, i "furbetti" e i "truffatori" del vaccino

In Italia sono 1.343.880 i vaccini anti-covid somministrati fino a questo momento. Non tutto sta andando liscio però. Oltre ai problemi sorti per la distribuzione delle dosi a causa dei ritardi delle consegne da parte delle case produttrici, c'è anche il problema dei "furbetti del vaccino" e nell'ultimo periodo si deve far fronte anche ai "truffatori del vaccino" che telefonano a casa.

I "furbetti" dalla Sicilia all'Emilia Romagna -  Da Trapani a Palermo e a Ragusa, ma anche a Modena, Reggio Emilia e Forlì, con le indagini dei Nas si muovono anche le procure per verificare che, oltre alla chiara inopportunità ci sia anche abuso d'ufficio nell'effettuare somministrazioni di vaccini a persone che al momento non appartengono alle categorie che hanno la priorità.  Sono 540 le somministrazioni sulle quali sta indagando il Nucleo Antisofisticazione e Sanità. A Petralia Sottana, nel Palermitano, sono 333 le vaccinazioni finite sotto inchiesta.

Le indagini - A far scattare le indagini, il post su Facebook di una dottoressa in pensione: mostrava sul social network la propria soddisfazione per aver ricevuto la dose già il 5 gennaio, nonostante non rientrasse nelle categorie da vaccinare secondo le direttive del governo. Oltre al suo caso, i carabinieri hanno scoperto che all’ospedale Madonna dell’Alto oltre 300 dosi non sono andate né al personale sanitario né a ospiti e dipendenti delle Rsa. E neanche agli amministrativi. Piuttosto, a ricevere già la prima dose sono stati veterinari, dipendenti pubblici, braccianti agricoli, commercialisti, insegnanti, poliziotti, sindaci. Insomma gli amici degli amici.

Su Tp24 ne abbiamo già parlato diverse volte dei furbetti dei vaccini, di come medici in pensione, coniugi di medici, ma anche avvocati, studenti, sindaci, insegnanti, vigili, persone fuori dall'ambiente medico - ospedaliero, abbiano fatto quella dose in più che sarebbe stata buttata, la dose "a chiamata". Qui potete leggere un nostro articolo, dove parliamo anche del caso degli studenti universitari.

Ma c'è anche il caso a Marsala, dove un imprenditore si è presentato in ospedale dicendo di lavorare per una ditta che fa manutenzioni per l'ospedale e poi, quello che ha suscitato maggiori polemiche, il caso di Gibellina, dove su indicazione del sindaco Salvatore Sutera, si sarebbero vaccinati insegnanti, operatori del servizio civile e vigili urbani (potete leggere qui l'articolo). A Salemi, i Nas hanno individuato 140 vaccinazioni sospette su 546. 

Tra gli altri casi c'è anche quello di Scicli, in provincia di Ragusa, dove, sono quattro i politici, tra cui un sindaco in carica e familiari di dirigenti medici dell'Asp di Ragusa, che avrebbero “scavalcato la fila” per il vaccino covid facendosi somministrare la prima dose dell’antidoto al coronavirus pur non essendo in lista (ne abbiamo parlato qui)

Il direttore generale dell’Asp di Ragusa, dopo aver appreso che figlia, marito e madre di una dirigente dell’azienda sanitaria avevano ricevuto il vaccino, ha scritto: «Quando un intero nucleo familiare che non ne ha diritto riesce a ottenere la vaccinazione vuol dire che dietro c’è una organizzazione. Non è stato un fatto estemporaneo legato alla necessità di non sciupare le fiale ormai scongelate, ma un vero e proprio atto di arroganza». 

Truffatori del vaccino - Alla pandemia e al problema dei “furbetti del vaccino” si aggiunge, come dicevamo, anche quello dei truffatori del vaccino. Sono diversi i casi in Sicilia di persone che denunciano di aver ricevuto delle telefonate da parte di "fantomatici" ospedali che chiedono se si è disposti a fare il vaccino. In realtà non sono previsti vaccini a domicilio e in particolare, le forze dell'ordine lanciano un monito alle persone anziane, dicendo loro di denunciare immediatamente alle autorità. Si tratta di truffatori che voglio approfittare della buona fede delle persone anziane, che vorrebbero al più presto immunizzarsi dal virus, come è facile immaginare le finalità del "vaccino casalingo" sono ben altre.  E nei giorni scorsi a proposito di truffatori del vaccino, anche un cittadino marsalese ha ricevuto una telefonata che dice essere arrivata dall'ospedale "Paolo Borsellino", con la quale una voce femminile chiedeva se c'era la volontà di sottoporsi al vaccino, una sorta di sondaggio, e che ci sarebbe stata la possibilità di prenotare un appuntamento domiciliare. Qui il post pubblicato su Sei di Marsala Ojèèèèèèè:

 



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