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02/02/2021 06:00:00

I contagi e la riapertura delle scuole, tra Campobello e Castelvetrano

 L’andamento della curva dei contagi in Sicilia, dopo aver colorato l’isola di arancione, ci dice che potrebbero riaprire anche le scuole superiori.

In provincia di Trapani, il cauto ottimismo è dovuto dalla percentuale di contagio emersa durante l’ultimo weekend di screening dedicato appunto al mondo della scuola media e superiore: 0,57%.

Un dato incoraggiante, ancora più basso rispetto allo screening di due settimane fa (dedicato invece ad elementari e medie), che si era attestato all’1,05%.

Si tratta di percentuali medie, che hanno visto città della provincia con zero casi ed altre che hanno superato la decina.

Nell’ultimo drive in, Castelvetrano e Campobello di Mazara hanno registrato il maggior numero di casi positivi: 14 su 1195 la prima e 14 su 950 la seconda, facendo salire le rispettive percentuali ad 1,17% e 1,47%.

Fuori dagli screening invece, Castelvetrano conta 282 positivi, in netto miglioramento rispetto ai gironi scorsi, quando erano più di 300. Mentre la vicina Campobello di Mazara, con 82, ha registrato un leggero aumento.

 

I risultati dello screening nelle due cittadine hanno destato qualche malumore.

E qualcuno, puntualmente, è tornato dai social a chiedere ai sindaci di non aprire le scuole.

Ma non possono decidere loro.

L’aveva spiegato Enzo Alfano qualche giorno fa ed è tornato a ribadirlo anche Giuseppe Castiglione, sindaco di Campobello di Mazara, che dalla sua pagina facebook ha sottolineato che la decisione è subordinata in maniera vincolante al parere dell’Asp.

 

Castiglione ha anche spiegato come l’Assessorato regionale alla Salute e quello della Pubblica Istruzione abbiano stabilito, con un’ordinanza di qualche giorno fa, l’inefficacia di qualunque ordinanza emanata dai Sindaci sulla base del “mero conteggio dei casi di positività riscontrati nella popolazione generale”.

La maggior parte dei casi di positività riscontrati subito dopo le festività natalizie non è certamente riconducibile alla scuola – ha proseguito - bensì a cene, cenette, incontri familiari e, finanche, a giocate a carte, che sono state organizzate in barba a tutte le norme anti Covid”.

 

E i controlli?

Poichè è materialmente impossibile, da parte delle istituzioni, controllare il comportamento di tutti – ha concluso il sindaco di Campobello - mi appello per l’ennesima volta al vostro senso civico nel limitare al massimo i vostri contatti e i vostri spostamenti, a prescindere dalla classificazione formalmente attribuita al nostro territorio, che da oggi è entrato in zona arancione”.

 

E’ difficile non essere d’accordo.

Soprattutto perché la scuola non è un mondo a tenuta stagna. E’ fatto di ragazzi che potrebbero frequentarsi altrove. E lo stesso si potrebbe dire per genitori, insegnanti e personale scolastico.

Insomma, il cauto ottimismo potrebbe diventare qualcosa di più, se non fosse minacciato dai temuti comportamenti da “liberi tutti” che sembrano profilarsi all’orizzonte.

 

Egidio Morici

 



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