28/02/2021 06:00:00

Coronavirus, leggero calo in Sicilia. In Italia casi aumentati del 29% in sette giorni

Sono 16 i nuovi contagiati in Provincia di Trapani nelle ultime 24 ore. La Sicilia, invece, registra 518 nuovi positivi a fronte di 25.929 tamponi effettuati. Continua il calo rispetto al giorno precedente ( erano stati 578 i nuovi casi). Scende anche il tasso di positività che si attesta quasi al 2%. Sono questi gli aggiornamenti del Ministero della Salute.

Attualmente ci sono 25.771 positivi in Sicilia, di cui 734 ricoverati in ospedale (-42), 134 in terapia intensiva (+2) e 24.903 in isolamento domiciliare. I guariti salgono a 122.217 (+1.323) mentre i decessi a 4.117 (+21). In totale, dall'inizio della pandemia, sono 152.105 le persone contagiate.

A livello provinciale, Palermo registra 203 casi, Catania 147, Messina 31, Trapani 16, Siracusa 24, Ragusa 26, Caltanissetta 38, Agrigento 19, Enna 14.

Rinviata all'8 marzo la didattica al 75 per cento nelle scuole superiori del  trapanese -  Le scuole superiori della provincia di Trapani non sono ancora pronte per l'aumento della didattica in presenza dal 50 al 75 per cento. Nel corso di una riunione in Prefettura che doveva valutare il ritorno di altri studenti in presenza, così come è previsto dalla circolare dell'assessore regionale Roberto Lagalla, si è deciso di posticipare perché gli istituti non sono pronti ad affrontare il ritorno in classe di altri alunni in maniera sicura. Dall'1 marzo giornata che era stata fissata per il ritorno al 75 per cento si è deciso di rinviare il tutto all'8 marzo, per consentire agli istituti scolastici di secondo grado di completare l’organizzazione interna per il rispetto delle misure anti-coronavirus. In Prefettura, inoltre, è emerso che le aziende del trasporto pubblico, non sono pronte ad operare in condizioni intermedie tra la capienza dei mezzi al 50 per cento e quella del 75 per cento, poiché si rischierebbero assembramenti sugli autobus.

Il Vaccino a Marsala, ancora confusione e ressa in ospedale - Che vergogna. Non sono bastate le lamentele dei primi giorni. Non sono bastati i Carabinieri che, insieme alla polizia e ai vigili sono dovuti intervenire per portare la calma. Continua ancora la ressa e la confusione all'ospedale di Marsala per la vaccinazione Covid-19. Una situazione incredibile, una disorganizzazione che la dice lunga su quello che ancora dovremo vedere quando la vaccinazione di massa sarà effettiva a tutti gli effetti. Ieri alle 16 all'ospedale di Marsala c'erano anziani, insegnanti, medici (per il richiamo). Tutti prenotati, ma nella confusione più totale, come dimostrano le diverse immagini che arrivano alla nostra redazione. Nessuna distanza, attesa interminabile. "Roba da denuncia - ci scrive un lettore - perché non è normale che l'Asp non riesca a gestire la vaccinazione". "Gli sportelli sono vuoti e nessuno ci chiama" ci racconta in diretta un altro lettore.

Paure per le scuole in Sicilia - Lo spettro del Coronavirus adesso spaventa anche le scuole della Sicilia, dove si teme la nascita di nuovi focolai che possano far crescere in modo sostanzioso i contagi. Un segnale di allarme proprio nei giorni in cui la Regione Siciliana ha dato il via libera (da lunedì) ad un ulteriore incremento delle lezioni in presenza: dal 50 al 75% per le classi superiori. Per il governo regionale il prosieguo della didattica in presenza è strettamente legato alla situazione epidemiologica dell'Isola, al momento sotto controllo (la Sicilia resterà in zona gialla) ma che negli ultimi giorni sembra registrare un'inversione di tendenza: la curva dei contagi dopo settimane di discesa sembra aver frenato e si teme un'inizio della risalita. Nel report ministeriale che valuta la settimana dal 15 al 21 febbraio l’Isola è classificata a rischio basso, con 2.868 nuovi casi, l’11 per cento in meno della settimana prima. I focolai sono stati 291 e 1.323 i casi non riconducibili a link epidemiologici noti. L’occupazione dei posti letto di Terapia intensiva è scesa al 16 per cento e al 21 per i reparti ordinari. Il tasso di positività sui tamponi molecolari è passato da 11,9 a 9,1 per cento e per 9 positivi su 10 è garantito il tracciamento dei contatti stretti.

I dati italiani - Sono intanto 18.916 i test positivi al coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri i positivi erano stati 20.499. Le vittime sono invece 280, in aumento rispetto alle 253 di ieri. Sono 323.047 i test (molecolari e antigenici) effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, in calo rispetto ai 325.404 di ieri. Il tasso di positività è al 5,8%, in diminuzione rispetto al 6,3% di ieri. Sono 2.216 i pazienti ricoverati in terapia intensiva in Italia, con un aumento di 22 unità rispetto a ieri. Gli ingressi giornalieri in rianimazione sono stati 163. Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 18.372 persone, 80 in più di ieri. Gli attualmente positivi sono 411.966, con un incremento di 7.302.

L'ANALISI - Nell'arco di una settimana i casi di infezione da virus SarsCoV2 in Italia sono aumentati del 29% e i ricoveri nelle unità di terapia intensiva sono saliti del 21%: sono "incrementi importanti" e che potrebbero essere la spia di una terza ondata: è quanto emerge dall'analisi dei dati degli ultimi sette giorni condotta dal fisico Giorgio Sestili, fondatore della pagina Facebook 'Coronavirus-Dati e analisi scientifiche' e del network di comunicazione della scienza 'giorgiosestili.it'. L'aumento dei casi del 29% rispetto ai sette giorni precedenti è "un incremento importante in quanto nelle cinque settimane precedenti era avvenuta una stabilizzazione dei casi". Da calcoli dell'indice di contagio Rt più aggiornati rispetto a quelli dell'Istituto Superiore di Sanità, che indicano lo 0,99 e che sono basati su dati di due settimane fa, risulta inoltre un valore di 1,2 a livello nazionale.
"Sono aumenti preoccupanti. Ci sono - osserva Sestili - tutti gli elementi per pensare che la ripresa dei contagi sia iniziata e che potrà andare avanti per settimane. La domanda è: fino a che punto aumenteranno? Di certo - conclude - qualunque provvedimento venga preso oggi non potrà avere effetti prima di 15 è 20 giorni".

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