01/03/2021 06:00:00

Gucciardi: “Sul padiglione Covid di Marsala un gran pasticcio. Razza chiarisca”

Baldo Gucciardi, deputato regionale del Pd, è intervenuto sul caso del padiglione di malattie infettive a Marsala. Ha parlato di pasticcio di comunicazione presentando una interrogazione all'Ars. Che idea si è fatto di tutta questa vicenda?

Ho utilizzato il termine pasticcio volendo essere il più elegante possibile, e non è una battuta. Ciò che mi preoccupa davvero, e mi spinge ad andare fino in fondo in questa vicenda, episodi di questo genere delegittimano le istituzioni sanitarie, comunali e regionali. E' un momento in cui i cittadini sono presi da una sofferenza esistenziale, legata a questa crisi sanitaria ed economica, con la terza ondata che si teme per via delle varianti. Con la paura che non soltanto non si riesca a curare il Covid, ma neanche le patologie non Covid. In tutto ciò noi assistiamo prima alla pantomima del San Biagio, su cui tutti avevano molte perplessità che potesse essere sistemato per farne centro Covid, poi il 3 dicembre viene inaugurato il cantiere del padiglione. Si può dire quel che si vuole, ma ci sono le dichiarazioni sull'avvio dei lavori del manager dell'Asp e del sindaco. La lingua italiana è chiara. I cittadini hanno compreso tutti che si inauguravano i lavori per la costruzione del padiglione e si auspicava che entro maggio il primo piano fosse pronto. C'era questa speranza, quindi, che non soltanto ci potesse essere una assistenza specifica e mirata alla cura da Covid ma anche un DEA di primo livello, come io stesso classificai da assessore l'ospedale di Marsala, che è stato praticamente svuotato da tutte le discipline non covid. Quindi i cittadini della provincia si trovano senza un riferimento importante.

Il reparto di malattie infettive era presente nella rete ospedaliera che lei perfezionò da assessore regionale alla salute. Perchè non è mai stato dato seguito?

Io sono andato via e ho lasciato la rete approvata. In quel periodo c'era il timore dell'ebola, quindi mi sono concentrato molto sul potenziamento dei reparti di malattie infettive in Sicilia chiedendo al ministero una deroga per avere più reparti di malattie infettive oltre i limiti imposti. Non si può, il 3 dicembre, in piena crisi pandemica riesplosa, fare quella passerella. Voglio considerare normale che l'assessore alla Salute sia venuto a Marsala a fare un sopralluogo per visitare l'area, ma si poteva benissimo dire che c'era un finanziamento e basta. Dire che si è dato “concreto avvio di un'opera che è stata immaginata e progettata in tempi brevissimi” e che entro il 31 maggio si auspicava l'apertura, cito testualmente, tutto questo ha un significato preciso. Non è immaginabile che dopo tre mesi le stesse istituzioni dicano che non era vero, io mi sono rivolto con un atto ispettivo all'assessorato regionale. Ho chiesto di fare chiarezza, intanto sullo stato dell'iter del progetto che continuo ad auspicare si possa realizzare nel più breve tempo possibile. La preoccupazione è di avere l'ospedale con tutte le discipline non Covid e un padiglione Covid di riferimento per tutta la provincia di Trapani. Poi bisogna capire il senso di un evento organizzato in piena pandemia con istituzioni che comunicano qualcosa smentita dopo tre mesi. Un parlamentare serio non poteva stare sotto silenzio. Adesso l'assessore dovrà dare indicazioni precise alle istituzioni di essere sobri quando si affronta il problema della salute dei cittadini. Passerelle sulla sofferenza dei cittadini non se ne possono fare. Io rifuggo dalle polemiche sempre, ma c'è un limite a tutto. E su questo pasticciaccio l'assessore alla salute dovrà fare chiarezza.

Parliamo di Pd. In queste settimane ci sono state tante polemiche, su chi è dentro al partito, chi ne è fuori. Ma in che direzione sta andando il Pd in provincia di Trapani?

Il Pd ha celebrato un congresso alcuni mesi fa, sul quale evidentemente si doveva costruire una nuova fase del partito non solo per la provincia di Trapani. Sono sorte delle divisioni, che ci stanno nella dialettica politica, se all'interno di un partito la dialettica può diventare un valore aggiunto per la proposta politica che un partito deve elaborare. Occorre una linea condivisa per la sanità, per l'energia alternativa, per la crisi economica ed occupazionale devastante. Invece di attardarsi in polemiche portate all'esterno, io auspico che ci sia un ritorno di ragionevolezza, senza unanimismi. La mancanza di comunicazione diretta, di guardarsi negli occhi, ha spinto ha parlarsi attraverso comunicati stampa che sviliscono, pur nella dialettica, le proposte. Spero che ci sia un momento di buonsenso e il rispetto delle regole. I problemi disciplinari non attendono alle scelte politiche, sono scelte rimesse a organismi terzi. Si applicano le regole, che non spetta ai dirigenti politici. Mescolare capre e cavoli, non porta da nessuna parte. La dialettica ci sta, ma deve essere condotta in un alveo ordinario.



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