07/03/2021 06:00:00

  Coronavirus. Casi stabilì in Sicilia. C’è chi vuole la zona bianca. Vaccini, si cambia

Giorni decisivi sul fronte della lotta al Coronavirus nel nostro Paese.

Mentre domani alcune regioni cambiano colore, visto il peggioramento della curva, la Sicilia resta in fascia gialla. Ieri si sono registrati quasi 600 nuovi casi, ma anche un “boom” di guariti che fa scendere il conto degli attualmente positivi. 32 i nuovi casi in provincia di Trapani. Alcune zone della Sicilia sono state dichiarate zona rossa, ma c’è chi chiede la zona bianca, come Pantelleria. Al di là delle fasce, le varianti circolano, il rischio è alto, e bisogna accelerare sul fronte vaccini. La cabina di regia per l’emergenza Covid pensa ad un cambio di strategia per vaccinare al più presto più persone possibili.

 


I dati siciliani -
In Sicilia ieri si sono registrati 592 nuovi casi positivi a Covid19 su 26.236 tamponi processati. I decessi nelle ultime ore sono stati 10 e portano il totale a 4.223. Il numero degli attuali positivi è di 19.727 mentre i guariti sono stati 3.533.
Negli ospedali i ricoverati sono 783, quelli in terapia intensiva sono 121. La distribuzione nelle province vede Palermo con 254 casi, Catania 79, Messina 63, Siracusa 29, Trapani 32, Ragusa 43, Caltanissetta 36, Agrigento 45, Enna 11.

 

 


Pantelleria vuole la zona bianca - Pantelleria vuole diventare Zona Bianca. “Abbiamo tutti i requisiti”. Così trenta imprenditori e commercianti dell’isola hanno scritto al Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, all’assessore alla Salute Ruggero Razza e all’assessore alle Attività produttive Mimmo Turano. "Siamo molto preoccupati per i dati epidemiologici degli ultimi periodi, ma non possiamo non evidenziare che c'è una marcata disomogeneità tra i diversi territori provinciali. Riteniamo, perciò, che Pantelleria abbia tutti i requisiti per poter diventare Zona bianca (sempre con i dovuti accorgimenti quali: distanza - mascherina - tampone per chi arriva da altre regioni e sanificazione)" scrivono nella lettera al Governo regionale.
Nell'isola, al momento, ufficialmente c'è un solo caso di Covid19, un migrante in isolamento nel centro di prima accoglienza.
Gli imprenditori e i commercianti di Pantelleria chiedono sostanzialmente che venga applicata la normativa che prevede che “con ordinanza del Ministero della Salute adottata ai sensi del comma 1, d’intesa con il Presidente della Regione interessata, può essere prevista in relazione a specifiche parti del territorio regionale, in ragione dell’andamento del rischio epidemiologico, l’esenzione dell’applicazione delle misure" anti-Covid.

“Crediamo fermamente che si possano comprendere le difficoltà dovute al protrarsi delle limitazioni anti-Covid, ed in particolar modo per gli operatori dei settori economici (Bar - Ristoranti - Palestre) costretti alla chiusura o ad una particolare limitazione delle rispettive attività" scrivono gli operatori al presidente della Regione. "Tali limitazioni sono doverose, ovunque gli indicatori di diffusione del contagio segnalino situazioni tali da mettere seriamente in pericolo la salute dei nostri cittadini. Considerato che le indicazioni epidemiologiche sono oggettivamente migliori - concludono imprenditori e commercianti -, per non dire che Pantelleria si potrebbe considerare in questo momento "zona free", riteniamo sia giusto applicare l’esenzione prevista dal Dpcm a beneficio di quelle situazioni quali Commercio - Ristorazione - Bar - Palestre, per le quali è prioritario favorire un progressivo ritorno alla normale attività".

Prorogati i controlli per chi arriva in Sicilia - Sono stati prorogati i controlli anti-covid per chi arriva in Sicilia. Lo prevede un’ordinanza firmata dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Restano dunque le verifiche ai principali varchi dell’Isola (porti e aeroporti) avviate fin dall’estate scorsa, intensificate a dicembre e che la Regione ha deciso di mantenere anche in questi mesi.

Nelle ultime settimane, inoltre, tutti i punti di controllo e i drive-in possono contare anche su tamponi di nuova generazione.

Va ricordato che, chi fa il proprio ingresso in Sicilia, è tenuto a registrarsi sulla piattaforma www.siciliacoronavirus.it. Questa misura non è prevista per i pendolari che hanno lasciato l’Isola per un periodo inferiore ai quattro giorni. Sulla piattaforma online è possibile dichiarare di aver effettuato un tampone molecolare nelle 48 ore antecedenti l’arrivo.

Chi non ha avuto la possibilità di sottoporsi all’esame, è tenuto a effettuare il tampone in uno dei drive-in allestiti dalle Asp. Chi non intende seguire questa procedura, può effettuare l’esame presso un laboratorio autorizzato a proprie spese. Chi non seguirà nessuna delle due indicazioni, ha l’obbligo di porsi in isolamento fiduciario per dieci giorni e di comunicarlo al medico di medicina generale, al pediatra di libera scelta o all’Asp.

Intanto, prosegue l’attività degli hub nell’ambito della campagna vaccinale. A quelli già operativi a Palermo e Catania, domani si aggiungerà anche la struttura di Siracusa. Nelle prossime settimane, saranno attivati nuovi hub per le vaccinazioni negli altri capoluoghi che affiancheranno i punti di somministrazione del Sistema sanitario regionale.

 

La protesta dei chimici - Si moltiplicano gli appelli di varie categorie professionali che rivendicano la "priorità" nella vaccinazione antiCovid. Ad alzare la voce sono anche i chimici e i fisici. “Siamo - dice il presidente dell'Ordine interprovinciale dei chimici e dei fisici della Sicilia, Vincenzo Nicolì - circa mille professionisti impegnati quotidianamente a servizio della collettività nelle Arpa, nelle Asp, nei servizi essenziali e assistenziali svolgendo anche attività di monitoraggio di gas sanitari, analisi della qualità dell'aria nelle sale operatorie, attività di sanificazione nelle Rsa, per non parlare delle attività di caratterizzazione dei rifiuti sanitari. Nonostante le continue sollecitazioni al commissario Covid, all'assessore della Salute e al dirigente regionale del Dasoe non siamo ascoltati”.

Vaccini, si cambia - La nuova struttura per l’emergenza Covid si è messa al lavoro, insieme al premier Draghi, per accelerare sul fronte vaccini. Si cambia strategia, non più categorie, ma si dovrà procedere per fasce d’età. Entro marzo dovrebbero arrivare 7 milioni di dosi. Entro luglio si arriverà a quasi 70 milioni di dosi puntando su hub territoriali in grado di vaccinare più persone possibili.
Si parla anche di affidare alle regioni una "scorta di solidarietà" da usare nelle zone a più alto contagio in caso di penuria, ha promesso il ministro della Salute Speranza. L'accantonamento potrebbe essere dell' 1-2% delle dosi.
La strada della campagna vaccinale va verso un cambio di criterio, procedendo per fasce d’età come ha spiegato Gianni Rezza dell'Istituto superiore di sanità (Iss): "A mano mano che avremo più dosi verrà meno il criterio delle categorie e si offrirà il vaccino alla popolazione intera in modo più flessibile". "Adesso si stanno vaccinando gli over-80 e le regioni stanno iniziando a vaccinare gli iper-vulnerabili", ha ricordato Rezza. I numeri al momento sono ancora insufficienti.Si procede con meno di 200 mila vaccini al giorno, ma bisognerà arrivare a 300 mila al giorno entro fine marzo, visto che ne arriveranno in media 270 mila al giorno. L'obiettivo sono 500 mila iniezioni quotidiane ad aprile.

 

 

I dati italiani - Sono 23.641 i positivi al coronavirus registrati ieri in Italia, che portano il totale dall'inizio dell'emergenza a 3.046.762.
Venerdì i contagi sono stati 24.036. Sono invece 307 le vittime in un giorno, secondo i dati del ministero della Salute, per un totale di 99.578.
Sono 355.024 i tamponi molecolari e antigenici. Venerdì erano stati 378.463. Il tasso di positività è del 6,6%, in aumento di 0,3 rispetto al 6,3% di venerdì.
Sono 2.571 i pazienti in terapia intensiva per il Covid in Italia, 46 in più rispetto a venerdì nel saldo quotidiano tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri in rianimazione, secondo i dati del ministero della Salute, sono 214 (venerdì erano 222). Nei reparti ordinari ci sono invece 20.701 persone, in aumento di 327 unità rispetto a venerdì.
"Grande preoccupazione" per l'evoluzione della pandemia, che richiede l' "innalzamento delle misure su tutto il territorio nazionale" e la "riduzione delle interazioni fisiche e della mobilità". E' quanto ha messo a verbale il Comitato tecnico scientifico nella riunione di venerdì al termine della quale, sottolineano fonti del Cts, "non è stato suggerito al governo alcun lockdown".

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