Marsala città perduta / 6: la distilleria di Via Mazara
Non ci sono solo grandi opere pubbliche abbandonate, a Marsala. Anche il privato ha messo del suo per costruire nel pieno della città autentici buchi neri, luoghi di abbandono e incuria diventati terra di nessuno e che potrebbero invece ospitare quartieri residenziali, servizi, parchi.
Marsala, ad inizio del '900, era il primo distretto vinicolo di Italia. I segni di quella ricchezza li portiamo ancora oggi, con un centro storico ricco come non mai, che tante città ci invidiano, e una città che si è sviluppata in maniera disordinata e costosa nelle sue 101 contrade. Ma c'è di più: perchè ormai appartengono a quella che si chiama "archeologia industriale" i tanti sceheltri di cantine e bagli abbandonati che troviamo nel territorio, e purtroppo anche le grandi distillerie, diventate improduttive, e fallite, e abbandonate.
E' il caso dell'area che vi raccontiamo oggi, la distilleria abbandonata di Via Mazara. Sorge proprio accanto la Villa Araba, l'immobile che ospita la stazione dei Carabinieri.
L'area apparteneva alla famosa Distilleria Bertolino. Famosa perchè a Partinico, nella sua sede centrale, la distilleria è oggetto da tempo di inchieste giornalistiche, con diversi interventi di gruppi di cittadini che protestano per i pericoli di inquinamento con gli scarichi e le emissioni.
A Marsala, l'area in questione, ha ospitato nel tempo senza tetto e migranti clandestini, oggi sembra Chernobyl: tutto completamente abbandonato, qualche materasso, niente segni di vita, nessuna siringa. Sembra che sia un posto dimenticato anche dagli ultimi.
Marsala città perduta. L'ex distilleria di via Mazara from Tp24 on Vimeo.
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